mercoledì 10 febbraio 2021

10 febbraio - Giorno della Memoria della popolazione istriana e ricordo di Norma Cossetto

 


Norma aveva sempre dimostrato un totale disinteresse per la politica, anche se le ragioni delle violenze subite, e della sua uccisione, continuano tuttavia a essere oggetto di interpretazione politica, in particolare riguardo il suo presunto legame diretto con il fascismo. 

Nel 1919-20, lo squadrismo fascista emerse in quelle terre istriane come elemento di sintesi di istanze antislave sul piano nazionalista e anticomuniste sul piano politico-sociale. Prima, le varie etnie convivevano tra loro pacificamente. A Trieste e in tutta l’Istria si sperimentò quel fascismo di frontiera che, nel 1920-22, intensificò l’azione violenta in tutta la regione.

Norma, come molte altre centinaia di donne e uomini infoibati, è stata uccisa perché colpevole di abitare un’area geografica oggi divisa tra Italia, Slovenia e Croazia. In questo senso, la figura di Norma e la sua rilevanza storica si devono leggere storicamente e politicamente perché questa giovane donna è una delle tante vittime dell’etnocidio che nel 1943 e nel 1945 ha sconvolto queste aree di confine.

Norma Cossetto era una studentessa universitaria istriana, torturata, violentata e gettata in una foiba. È stata uccisa dai partigiani di Josip Broz, meglio conosciuto come Maresciallo Tito, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. Le foibe sono voragini rocciose a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua, tipiche della zona carsica.
La sua storia è emblematica dei drammi e delle sofferenze soprattutto delle donne dell’Istria e della Venezia Giulia negli anni dal 1943 al 1945. Colpevoli spesso di essere mogli, madri, sorelle o figlie di persone ritenute condannabili dal regime, molte donne in quegli anni vennero catturate al posto dei loro congiunti, usate come ostaggi o per scontare vendette personali.

Nell’estate del 1943, Norma gira in bicicletta per i comuni dell’Istria raccogliendo materiale per la sua tesi di laurea, intitolata L’Istria rossa e dedicata allo studio del territorio istriano ricco di bauxite. Nello stesso periodo, la famiglia Cossetto si vede costretta a lasciare Visinada perché, all’arrivo dei partigiani titini in paese, iniziano le minacce dirette verso i vari componenti della famiglia. Il padre Giuseppe è costretto pertanto a trasferirsi per un breve periodo a Trieste. Gli zii Giovanni ed Emanuele, fratelli del padre, vengono arrestati rispettivamente il 16 e il 24 settembre e subito condotti a Pisino.
Il 25 settembre un gruppo di partigiani titini irrompe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Il giorno successivo prelevano Norma.

La notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 viene brutalmente uccisa.
Il 13 ottobre 1943 i tedeschi ritornano in paese e, a seguito della cattura di alcuni partigiani titini, riescono a fornire informazioni attendibili a Licia, sorella di Norma, sul destino del padre e della sorella, confermando l’esecuzione di entrambi. 

Il 10 febbraio 2011 l’Università degli Studi di Padova e il Comune di Padova, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, scoprono, al Palazzo del Bo, a Padova, sede dell'Università, una targa commemorativa.


4 commenti:

  1. Sono pagine tragiche di storia, vite brutalmente spezzate e, forse, realtà per anni parzialmente ignorate. La commemorazione è importante, per un futuro migliore.

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    1. Certamente. Non dobbiamo dimenticare queste vendette di ogni colorazione politica. Un abbraccio.

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  2. Anche questa giornata è da ricordare sempre, anche se la storia per troppo tempo non ne ha riconusciuto l'importanza, ciao Arianna e buona serata, Angelo.

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    1. Hai ragione. Ricordiamo sempre. Troppo tempo ignorato. Un abbraccio.

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