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domenica 19 maggio 2019

Donne .....che hanno pagato a caro prezzo, con la loro vita, l'impegno sociale....

2019 - Mena Mangal, attivista per i diritti umani, è stata uccisa a maggio pochi giorni fa, a colpi di arma da fuoco in un agguato nella zona sud di Kabul. Mena, che si batteva per il diritto al divorzio e contro i matrimoni precoci, era una giornalista oltre che attivista per i diritti delle donne in un paese – l’Afghanistan – martoriato dalle guerre, dai talebani e dagli attentati. Ex presentatrice televisiva e consigliere culturale per la Wolesi Jirga, la Camera bassa del Parlamento, Mena Mangal è stata una sposa bambina e nel 2017 era riuscita finalmente a divorziare dopo un lungo processo...
Sono state trovate morte nella loro casa a Istanbul. Orouba Barakat, 60 anni, da sempre denunciava la violazione dei diritti umani in Siria attraverso la produzione di documenti in inglese e arabo. La figlia Halla, 22 anni, collaborava con diverse testate giornalistiche.

mercoledì 15 agosto 2018

Una rosa per Genova

Troppa incuria e inadeguata manutenzione.
Povera gente e povera Italia.
Cordoglio per le vittime del crollo del viadotto a Genova.



sabato 16 giugno 2018

Alessandra Appiano - scrittrice scomparsa recentemente


Nanni Delbecchi dedica una lettera alla moglie Alessandra Appiano, scrittrice:

'Computer delle mie ridicole brame, dammi una mano… Prova tu a dire cosa accade quando si perde la compagna con cui si sono condivisi 25 anni “vivendo come due ragazzi”, quando si è costruito un sodalizio di anime disperatamente allegro, in fuga dalle convenzioni, con il culto del “miracolo dell’amicizia”, fatto di progetti, avventure, liti, giochi... La mattina del 3 giugno, da quel luogo che doveva curarla e proteggerla, è potuta fuggire, vagare indisturbata per i deserti vialoni della periferia, fino a raggiungere uno dei tanti anonimi grattacieli milanesi, sede di un hotel; dalla terrazza dell’ottavo piano ha guardato per l’ultima volta quella città che amava tanto.....era una donna buona'.


"Ti meriti un amore" è stato l'ultimo romanzo di Alessandra Appiano, così apparentemente solare, realizzata ma purtroppo sofferente di quel "mal di vivere", depressione...

venerdì 3 novembre 2017

IL CARO AMICO COETANEO ANTONIO.....

IL CARO COMPAGNO DI SCUOLA.....MANCATO ALCUNI ANNI FA....
VIAGGIATORE, BUONO, SIMPATICO ED ALTRUISTA...
NOI DELLA CLASSE 1960 NON TI DIMENTICHEREMO....

domenica 29 ottobre 2017

MARGHERITA HACK - ASTROFISICA - RICORDO


Per secoli l'uomo ha ritenuto l'universo eterno e sempre uguale a se stesso. Soltanto dal 1930 sappiamo che invece l'universo si espande, e quindi cambia in continuazione. Non solo: cambia anche chimicamente, perché dentro le stelle, e nelle esplosioni delle stelle più massicce (le supernove), vengono sintetizzati i nuclei degli elementi chimici più pesanti, del tutto assenti nell'universo primordiale. . .(Margherita Hack)



MARGHERITA HACK E’ DA TEMPO, ORMAI,  UN PUNTINO LONTANO E LUMINOSO NEL CIELO…

Il ruolo centrale che l'Italia oggi detiene nelle missioni satellitari dell'ESA e della NASA è senz'altro figlio della visione di Margherita Hack e la comunità astrofisica ha voluto riconoscerle i meriti battezzando l'asteroide 8558Hack in suo nome.

venerdì 27 gennaio 2017

Claudio e Mariapia - 1965 - Nozze dei cari amici di Pietra Ligure (Savona) ed il racconto di Giovanna Grazian

Voglio ricordarli sempre felici, belli e sorridenti! Così cortesi e affettuosi nei nostri confronti e nei confronti di mamma quando venivano in soggiorno vacanziero a Lugo di Vicenza. A distanza di pochi mesi, una dall'altro, se ne sono andati per sempre....Un abbraccio caloroso ed un bacio.



Ed un bel racconto di Giovanna (Annamaria) Grazian, scritto, dopo aver incontrato l'amico d'infanzia, Claudio-Renato, che, tempo fa, al paese di Lugo di Vicenza, era tornato per una vacanza.



Risveglio d’autunno
(di Giovanna Grazian)

Ogni inizio d’autunno, nella prima domenica d’ottobre, poco dopo che il calendario segna il passaggio della stagione estiva a quell’autunnale il richiamo è forte, per Renato (Claudio), l’uomo dagli occhi blu cobalto. Gli ricorda la festa patronale molto sentita ai tempi della sua fanciullezza, andata via via scadendo e da poco ripristinata. 
Il richiamo è intenso da un po’ d’anni a questa parte del suo paese d’origine, dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza tutta, fino alla piena giovinezza.
Mai avrebbe immaginato un tale risveglio. Un bisogno forte che lo induce - da un po’ di tempo - a fare i bagagli e tornare. Questo succede con gli anni della piena maturità.
Quando il brulicante passaggio di turisti riempie le strade, i negozi, le spiagge, di quella che è la sua città di residenza da oramai tanti anni, lui sente il bisogno impellente di ritornare.
Al nord, ai piedi dell’altopiano, dove un giorno lontano a causa d’imprevisti inaspettati, dovette andarsene.
 Solo, inesperto della vita e della grande città affrontò la metropoli, una lingua dura e sconosciuta, un clima freddo e diverso dal suo collinare, s’immischiò in una realtà diversa e difficile.
 Si ritrovò stordito, catapultato in un ritmo frenetico, assordante. Erano gli anni del dopoguerra e lui si trasformò da studente attento e scrupoloso, in operaio alla catena di montaggio per una casa automobilistica di primissima qualità.
Una grave malattia agli occhi non gli permise di forzarli sui libri, l’improvvisa dipartita del padre e un’altra disgrazia in famiglia completò il periodo nero per lui, la madre e la sorella.  
Lui che stava completando il corso di studi, che lo avrebbe messo al sicuro economicamente, la sorte si era di colpo ribaltata. Dovette ricominciare tutto daccapo.
 Ora dopo molti anni mi sta raccontando la sua vita lontano dal paese d’origine.
<< Mai avrei immaginato - dice -, il richiamo che mi spinge a lasciare l’invidiata località marina, dove tanti anziani facoltosi si recano a svernare, e già a Pasqua è piena di turisti italiani e stranieri assettati di iodio, d’aria tiepida, di paesaggi marini, circondati a nord da terrazzamenti coltivati ad ulivi e vigneti >>.
Lui, ora racconta come nella sua mente si sovrapponga sempre più spesso la nostra campagna collinare, il verde degli arbusti misti. Un paesaggio comune nel nostro vicentino, uno dei tanti anonimi piccoli paesi con una chiesa, un torrente spesso in secca, delle case ristrutturate, altre nuove - lui dice delle belle villette - e la gente dei suoi anni giovanili. Soprattutto quella; gli amici d’infanzia riemergono con forza, lui menziona nomi e soprannomi dimenticati, trovando aneddoti vecchi di mezzo secolo. Questo stupisce, che lui non abbia dimenticato niente, come se la sua mente non sia invecchiata; episodi lontanissimi riportati come siano successi ieri.
 Racconta pure del suo lavoro svolto - dopo il periodo all’estero - servito per destreggiarsi in tre lingue straniere   nel campo alberghiero.
Da cameriere, su fino a direttore di grandi hotel lussuosi. Tuttavia, ora lui ammette il grande richiamo alla vita semplice del paese d’origine, ne idealizza il luogo per trattenersi, la calma che gli pervade appena entra nelle strade familiari; ne assapora appieno l’amicizia sincera e unica dei compaesani.
“Il suo paese gli restituisce ora, ciò che il destino gli ha tolto allora”.
La sua casa, la più antica del centro storico, il più bel palazzo con le bifore veneziane, che non gli appartiene più.
Lui lo guarda e si chiede dello sbaglio fatto in tempi lontani. Bastava tenersi un’ala, la colombara con la torretta che svetta alta nel cielo, dove lui e la sorella salivano nei primi giorni autunnali ad ammirare i tramonti rossastri verso sud-ovest: i monti Lessini e le Piccole Dolomiti; a nord dietro la loro casa le prime spruzzate di neve sull'Altipiano. Neve che avrebbe visto solo in cartolina, mai nel suo golfo ligure. 
 Chi non ha fatto uno sbaglio nella vita? Chi non ha dei rimpianti? Chi non rammenta il primo amore giovanile e non risente il desiderio di informarsi sulla sua vita, sul destino di una dolce fanciulla che ha fatto battere il cuore in autunni lontani? 
Queste domande sono state celate per troppo tempo dall’uomo dagli occhi blu. Occhi velati di rimpianti, lacrime trattenute appena, che galleggiavano nelle pupille dilatate. Occhi di ragazzo che ho visto inumidirsi, emozionarsi, mentre in una mezz’ora raccontava la sua vita; ne sciorinava accenni reconditi, tenuti nascosti troppo tempo. 

  L’ho ascoltato, l’ho ammirato per la sincerità, l’umiltà, la riconoscenza che esprime verso gli amici di un tempo, che l’hanno voluto a pranzo e a cena in tanti, nel suo ritorno a casa. Un risveglio d’autunno sempre più intenso.       

Giovanna Grazian

sabato 4 giugno 2016

STOP AL FEMMINICIDIO....

UNA PRECE PER SARA, LA RAGAZZA DI ROMA BARBARAMENTE UCCISA DALL'EX FIDANZATO E, SOTTO, LA NOSTRA PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL PARLAMENTO ITALIANO ESPONE UN DRAPPO ROSSO DALLA FINESTRA DEL SUO UFFICIO A ROMA CONTRO IL FEMMINICIDIO


FIGURA DI DONNA SOTTO LA PIOGGIA - DIPINTO DI ANDRE KOHN (russian figurative impressionist painter)

lunedì 8 dicembre 2014

UNA DELLE MIE CANZONI PREFERITE....UN RICORDO DEL CANTANTE MANGO....


"ORO"
DI
MANGO
Per averti pagherei
un milione o anche piu'
anche l'ultima malboro darei
oh perche' tu sei
oh oro oro oro

un diamante per un si'
oro oro oro
per averti cosi'
distesa pura
ma tu ci stai
perche' accetti
e ci stai
e cosi' tu cadi giu'
io non ti voglio gia' piu'
inaccessibile non sei
non con gli dei
tu sei senza dei
oh oro oro oro
quanto oro ti darei
oro oro oro
per averti cosi'
distesa pura
ma tu ci stai
perche' accetti
e ci stai
perche' non ti elevi
su di noi
e resti li'
celeste cosi'
io ti vorrei
immune da sesso
perche' ti daresti anche adesso
oro
Per averti pagherei
un milione o anche piu'
anche l'ultima malboro darei
oh perche' tu sei
oh oro oro oro
quanto oro ti darei
oro oro oro
per averti cosi'
distesa pura
ma tu ci stai
perche' accetti
e ci stai
oro oro oro
distesa pura
ma tu ci stai
perche' accetti
e ci stai ...
7 DICEMBRE 2014 - Mango accusa un malore durante un concerto mentre sta cantando uno dei suoi brani più celebri - "ORO" - e, chiedendo scusa al pubblico, interrompe l'esecuzione......



lunedì 6 ottobre 2014

"GRAZIE SIGNORA MAESTRA" ....ALLA MIA CARA MAESTRA LILIANA ...CHE NON C'E' PIU'...

Da un delizioso articolo apparso su "La Stampa" dal titolo “Dottor Asino” di MASSIMO GRAMELLINI 23/12/2009

Tutti gli iscritti al concorso per funzionario dell’Ufficio Appalti di Orbetello - aperto ai soli laureati - sono stati respinti dopo la prova scritta a causa di sfondoni grammaticali.
Non vi sfuggirà la buona notizia: non c’era neanche un raccomandato (e trattandosi di un Ufficio Appalti, la sorpresa è ancora più grande).
Per il resto prepariamo i fazzoletti, perché una cosa è fare dell’ironia sull’ignoranza dei concorrenti del Grande Fratello, nessuno dei quali almeno si fregia del titolo di dottore, un’altra dover riconoscere che l’università laurea dei somari che scrivono «ha» senza l’acca, «legittimo» con due g e «anomala» staccando la a: «a nomala», come «a zia» e «a nonna» nel vocabolario di Totti.
Intendiamoci. A tutti può capitare di scrivere «egli a mangiato». Ma in seconda elementare. E’ lì che si gioca la partita decisiva.
Quando capitò a me, la maestra mi fece riempire un intero quaderno di «ha». Fu tale il trauma che me lo ricordo ancora. Sarà per questo che, talvolta, mi ricordo anche di scrivere «ha».

Di sicuro non ho mai dimenticato le parole con cui lei accompagnò quel supplizio.

«La scuola dell’obbligo non serve a insegnarti un lavoro, ma a darti le basi per scegliere quello più adatto a te. Chi scrive e parla male, pensa e vive male. Io non allevo specialisti, ma esseri umani».
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...Sono passati quarant’anni, signora maestra, ma se lo lasci dire: grazie.”
(M. GRAMELLINI)


Alle elementari, infatti, si dovrebbe cominciare a costituire un piccolo “patrimonio” culturale di base; se si perde questa occasione, poi, non si riesce più a recuperarlo.... (questo è uno dei commenti che ho letto a riguardo da qualche parte)

e ripubblico la foto della mia classe di 5° elementare
con a destra la dolce Maestra Liliana
 
ed anch'io Le dico (come Gramellini):

" ... Sono passati quarant’anni  (e qualche anno in più), signora Maestra, ma se lo lasci dire: grazie.”
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venerdì 24 gennaio 2014

FERNANDO BANDINI - POETA SCRITTORE E DOCENTE VICENTINO - (1931- 2013)



gazza (immagine dal web)


Bandini, pur non avendo fatto studi classici, ha scritto anche poesie in latino.
"Avevo questo cruccio del latino" ha detto, "leggevo i classici e ne ero affascinato, pur non capendo nulla di quello che era scritto; ma a furia di leggerli sono diventato esperto della loro struttura!".


E DALLA RACCOLTA DI POESIE : "Dietro i cancelli e altrove" del 2007 vi narro questa toccante poesia...triste....
dal titolo:


"Apprendendo la notizia del suicidio d'un mio antico alunno di scuola elementare"


Ti rivedo nel banco in fondo all'aula
vicino alla finestra, capelli color grano
celesti occhi insolenti,
intento a controllare nell'astuccio
un tuo tesoro di pennini nuovi
a lancia o a campanile. Avevi perso il padre
a sei anni, tua madre
consumava il suo giorno cento metri più in là
tra il cigolio dei naspi e nell'odore
dell'ultima filanda. Anche lei morì presto,
scomparvero anche i bachi da seta. Quante cose
e parole non ci sono più!
Un secolo conclude il suo cammino
e il tempo filando una bava sottile
ha avvolto nel suo bozzolo il bambino
di ieri. Là tu sopravvivi come
una crisalide della memoria
col tuo nome e cognome.


Mi chiedo se riposino finalmente i suicidi
o rimangano ad occhi sbarrati dentro un buio
insonne purgatorio.
Ma cosa ti è successo, che sgomento
ha fiaccato il tuo cuore, tu che eri
così lieto e protervo, il più veloce
nelle gare di corsa,
bravo ad arrampicarti sugli alberi, notorio
predatore di nidi?
Cos'è che ha spento la tua viva stella?
Hai giocato da solo contro tutti
una folle partita a battifondo
con carte che ti avrebbero tradito?
Ti ha sbigottito la scoperta della
vasta senza conforto orfanezza del mondo?


Ti avevo rincontrato che avevi ormai trent'anni
e un altro viso;
del bambino ti erano rimasti
solo i capelli fulvi e gli occhi chiari.
Mi domandasti: "Ma qual era il titolo
del libro * che ci lesse (penso in Quinta)
un capitolo al giorno, e chi era l'autore?
Mi piaceva quel libro...Anche se tutti
quei nomi inglesi! A volte mi scordavo
chi fosse questo e quello... C'era in classe
un gran silenzio mentre lo leggeva.
Ma una volta interruppi
la lettura gridando: "Ragazzi, c'è una coppia
di gazze che ci spia
da dietro i vetri, credo abbiano in mente
di rubarci i pennini!" e mi mise in castigo.
Che bel tempo era quello! Si ricorda?".


Lo ricordo quel tempo, quell'antica
primavera
quando ogni cosa era
piena di senso e amica;
quando io (se eravate stati buoni)
nella scuoletta a un piano affacciata sui campi
vi leggevo un capitolo del libro.
Fuori c'era il sereno, c'erano i primi lampi
e i primi tuoni,
due gazze che dai vetri, forse ladre
di pennini, sbirciavano nell'aula
e una fila di pioppi in lontananza
laggiù, oltre la rete del cortile,
con foglie che tremavano nell'aria
luminosa di marzo.




* (Il titolo del libro Penny Wirton
e sua madre, l'autore Silvio D'Arzo)


Fernando BANDINI
________________________________________
.....TRISTE MA BELLA POESIA


...purtroppo  mi viene alla mente anche una mia compagna, gentile e taciturna,
di scuola elementare....GRAZIELLA,...capelli color grano ...celesti occhi..., dall'infanzia sfortunata, precocemente scomparsa da giovane ....