mercoledì 29 ottobre 2014

ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO....Nozze di ZAFFIRO...35°....

E' stato il mio...35° anniversario di Matrimonio...e mio marito ha voluto acquistarmi delle splendide rose profumate da tenere in ufficio...
 
 
 
CHE PENSIERO DOLCE!!!

....Poi ieri a casa alla sera trovo un bellissimo mazzo di fiori colorato...gentile omaggio delle mie sorelle e di mio fratello!!!



ALTRO GRADITO PENSIERO!!!
GRAZIEEEEEE!!!
 
 
SIGNIFICATI E DENOMINAZIONI DEGLI ANNIVERSARI
  • 1° ANNO  .....NOZZE DI COTONE
  • 2° ANNO.........NOZZE DI CARTA
  • 3° ANNO.....NOZZE DI PELLE
  • 4° ANNO ...NOZZE DI LEGNO
  • 5° ANNO...NOZZE DI SETA
  • 6° ANNO...NOZZE DI FERRO
  • 7° ANNO...NOZZE DI RAME
  • 8° ANNO....NOZZE DI BRONZO
  • 9° ANNO...NOZZE DI CERAMICA
  • 10° ANNO...NOZZE DI STAGNO
  • 11° ANNO...NOZZE D'ACCIAIO
  • 12° ANNO...NOZZE DI LINO
  • 13° ANNO...NOZZE DI PIZZO
  • 14° ANNO...NOZZE DI CORALLO
  • 15° ANNO...NOZZE DI PORCELLANA
  •  
  • POI SI PASSA DIRETTAMENTE A:
  •  
  • 20° ANNO...NOZZE DI CRISTALLO
  • 25° ANNO...NOZZE D'ARGENTO
  • 30° ANNO...NOZZE DI PERLA
  • 35° ANNO...NOZZE DI ZAFFIRO
  • 40° ANNO...NOZZE DI SMERALDO
  • 45° ANNO....NOZZE DI RUBINO
  • 50° ANNO...NOZZE D'ORO
  • 55° ANNO...NOZZE DI AVORIO
  • 60° ANNO....NOZZE DI DIAMANTE
  •  
  • 70° ANNO....75° ANNO ....
  • STOP...
  •  
  • LE DENOMINAZIONI NON SONO PIU' RINTRACCIABILI...
  • O PERCHE' NON CI SI RICORDA PIU' LA DATA DELLE NOZZE
  • OPPURE SI E' TALMENTE UNITI CHE IL TEMPO NON CONTA PIU' NULLA......

sabato 25 ottobre 2014

RACCONTO DI LAURA (7) - "BERLINO EST" anni '60.....

E sempre da Laura...continuazione di "Berlino Est"...
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.....Avevo un'amica di penna che abitava nella DDR - (GERMANIA EST) Deutsche Demokratische Republik.
RENATE - AMICA DI LAURA

In una lettera (Renate) mi chiese se potevamo incontrarci a Berlino Est. Acconsentii incuriosita. Così ci accordammo di vederci una domenica. La Stazione di Friedrichstrasse era a Berlino Est, e solo lì poteva arrivare l'amica Renate.
 

Io con la Metro da Berlino Ovest scendevo lì: controllo del passaporto come a Checkpoint, e poi passavo ...ed ero al di là del muro. A Berlino Est.
 
Lei arrivava in treno alla stazione di Friedrichstrasse. Io la aspettai lì all'ora convenuta. Arrivò con la sua amica del cuore e fu un incontro molto bello. Dopo tante lettere....finalmente ci conoscevamo di persona. Erano tutte e due molto carine e simpatiche,
e il tempo passò veloce parlando delle nostre vite, così diverse, sotto molti aspetti. Cominciammo così a incontrarci, più o meno, una volta al mese.
A volte veniva anche suo fratello, un bel ragazzo più giovane ma molto maturo e responsabile. Tutte le volte che ci incontravamo, mi invitava a trascorrere qualche giorno a casa sua. Io nicchiavo. Alla fine, dopo tanta insistenza, accettai.
E qui incomincia la parte burocratica. Andai al Consolato Italiano e chiesi il visto per entrare nella DDR come turista. Dovetti consegnare il Passaporto (mi diedero un foglio equivalente in sostituzione) il quale fu spedito a Roma. Credo che il mio Passaporto visitò comodamente Roma meglio di me che ci sono stata diverse volte, dato che il Consolato me lo restituì dopo 3 mesi con i visti. Ora dovevo ottenere i visti dall'Est. Andai all'ufficio competente e mi dissero che dovevo ritornare con tre foto formato tessera. Ritornai qualche giorno dopo con le foto, e mi diedero tre fogli da compilare. Dovevo scrivere tutto. Dove andavo, da chi andavo, perchè, per cosa, per come, quanti giorni mi fermavo, ecc...Consegnati i fogli mi dissero che mi avrebbero fatto sapere se la mia richiesta veniva accettata.
Passarono altri tre mesi, dopo di che ricevetti una lettera che mi invitava nello stesso ufficio. Andai. Mi davano i Visti, dovevo indicare il giorno della partenza e del ritorno, pagare 5 DM per ogni giorno di permanenza (un affare per loro). Fissai le date, 5 giorni di soggiorno-25 DM.

E così ebbi i miei Visti. Dopo 6 Mesi potevo recarmi oltre Cortina. Partii un Giovedì dei primi di Ottobre. Fino alla stazione di Friedrichstrasse tutto era normale come sempre. Poi presi il treno per Magdeburg e lì, lo scenario cambiò. Il treno antidiluviano era pieno di pendolari che molto probabilmente ritornavano a casa dal lavoro.
Volti stanchi, affaticati, tristi, spenti, gli abiti erano scadenti e nessuno parlava, tutti gli occhi erano fissi su di me. Certo, si notava palesamente che io non ero una di loro. Chissà quante domande si saranno fatti. Chi potevo mai essere così elegante? Arrivata alla stazione di Magdeburg, la corsa era finita e il treno si era man mano svuotato. Presi un altro treno per Genthin, la cittadina non molto lontana, dove abitava la mia amica. Alla stazione mi aspettava lei, Renate, la sua amica, e il fratello. La prima impressione fu di una stazione buia, di strade buie, di gente buia, di pochi negozi bui, tutto era buio.
La famiglia della mia amica mi accolse con grande calore.
  

Papà Gottschalk era un Veterinario e lavorava per il Governo ( molto orgoglioso mi aveva confidato che prima della guerra era stato persino a Parigi), la mamma casalinga, 4 figli, 3 femmine e 1 maschio.Nei 5 giorni che stetti da loro, mi raccontarono molte cose.

 
RENATE CON LE DUE SORELLE (la piccola Berbel e Sigrid) ED IL FRATELLO Erhard
 

Mai parlare in pubblico di politica, neanche con gli amici. Nei locali pubblici c'erano microspie ovunque.
 
Eri sempre tenuto d'occhio dal GRANDE FRATELLO. (Fonti ufficiose affermano che nella Germania dell'Est gli informatori al servizio della Stasi, la potente polizia segreta, fossero una persona ogni sei abitanti e dopo il 1989, all'apertura degli archivi, con grande sorpresa si è scoperto che tante famiglie allevavano, al proprio interno, informatori incaricati di riferire allo Stato i pensieri e le aspirazioni addirittura dei propri familiari...).
Frau Gottschalk e le altre signore andavano a comperare con la tessera alimentare e, per dare una festicciola in mio onore, aveva chiesto alla commessa, di nascosto, se poteva avere halb-pfund di burro in più per fare un dolce per un'ospite italiana.
Le fu dato. Così' il sabato sera vennero i compagni di scuola dei miei amici, c'era il dolce, e per miracolo, Herr Gottschalk tirò fuori 2 bottiglie di vino che teneva nascoste per le grandi occasioni, e poi c'era musica e ballammo. La Domenica, nella tarda mattinata, ebbi l'onore di salire sulla loro
Tranbant per andare in campagna, dove avevano una casetta e lì fare un pic-nic. Un viaggio da incubo.

La Tranbant era l'unica auto prodotta nella DDR, e Herr Gottschalk l'aveva avuta dopo 5 anni dall'ordinazione. Credo si fossero dimenticati gli ammortizzatori, la strada era dissestata e si saltava in continuazione. Io, pensavo, un altro salto e va a pezzi. Quando arrivammo, io avevo lo stomaco sotto sopra. Per il resto passai una gradevole giornata. Appresi che gli studenti, d'estate, avevano 6 settimane di vacanza, 2 settimane le dovevano dedicare a lavorare gratuitamente per il Governo.
La mia amica andava a togliere patate nei campi, altre cucivano divise per la Polizia, altre pulivano i locali pubblici, e così via...Loro erano di religione Protestante e frequentavano la chiesa, il Sindaco li aveva ripresi. Tutto era limitato. Tutto controllato. Le vetrine dei negozi erano vuote.
Quello che nella DDR veniva prodotto, una parte, giusto necessaria alla sopravvivenza, veniva lasciato alla popolazione, il resto, i RUSSI, lo mandavano in Russia a sfamare la loro. Ho trascorso 5 bei giorni e ho imparato molto su come vivevano i Paesi oltre Cortina, ma soprattutto ho imparato cosa significa la parola Libertà.
Libertà. Quando sono ritornata a Berlino Ovest, ho tirato un lungo respiro di sollievo. Come ero fortunata a vivere al di qua del muro. Potevo andare dove volevo, ero libera di parlare senza paura, là era tutto buio e triste, il quartiere centrale di Schoneberg, dove abitavo io, era pieno di luci, negozi, cinema, ristoranti e, se avevi i soldi, potevi comperare di tutto. C'era e c'è il grande magazzino KA DE WE dove potevi comperare qualsiasi cosa e se non l'avevano, te la procuravano. E' pari solo all'Harrods di Londra o forse meglio. Mi sovviene che Frau Gottschalk voleva regalarmi qualche cosa come ricordo, prima della mia partenza.
Che poteva regalarmi se non c'era niente? Così, su insistenza, dissi: La Bibbia. La conservo ancora nella mia libreria. Di loro ho perso le tracce. I miei amici Berlinesi hanno cercato di rintracciarli ma a Genthin non risulta più nessuno con i nomi dei figli.
Chissà dove abiteranno ora, chissà che vita hanno avuto, chissà....
Sono felice di pensare che sono liberi anche loro......

Karl Scheffler ( 1869-1951, giornalista e critico d’arte tedesco) disse:

BERLINO E' UNA CITTA' CONDANNATA PER SEMPRE A DIVENTARE ....E MAI ESSERE.....

È la tragedia di un destino, che condanna la pur tanto cresciuta Berlino a un continuo divenire da insediamento slavo di pescatori a potente metropoli e capitale senza mai giungere al compimento del processo“........  è in continua ricostruzione.....

(Si dice che Parigi è sempre Parigi, mentre Berlino...)



(Laura)
 

mercoledì 22 ottobre 2014

Quali sono le città europee più belle? Secondo un sondaggio americano?

 
Tra i tantissimi posti da visitare in Europa... chi sarà entrato nella classifica americana?
Dimentichiamo un momento le meravigliose Parigi o Mosca o Londra......e in Italia...Firenze o Roma...
l'America si è espressa così: a vincere la classifica è "La gemma del Baltico"!  

  Ma andiamo per ordine...

10) Bruges, Belgio...la città più visitata in Belgio

9) Venezia, Italia


8) Santorini, Grecia... l'unica isola presente nella top ten americana


7) Budapest, Ungheria


6) Praga, Repubblica Ceca....chiamata "il sogno di pietra"


5) Chester, Inghilterra.....è l'unica struttura medievale dell'Inghilterra con una cinta muraria intatta che corre per ben 3 km


4) Dubrovnik, Croazia


3) Innsbruck, Austria


2) Bergen, Norvegia

 
and the winner is...

1) Riga, Lettonia... "la gemma del Baltico"

 


 

mercoledì 15 ottobre 2014

RACCONTO DI LAURA (6) - "BERLINO EST - ANNI '60"....e ...continua...

Berlino est e ...oltre cortina.
 
A noi stranieri era consentito andare a Berlino est.
C'erano 2 passaggi: La stazione sotterranea di Friedrichstrasse e, all'aperto, Checkpoint Charlie (punto di passaggio tra il settore americano e quello sovietico).

 
SI INTRAVEDE SULLA CARTINA: LINEA ROSSA= IL MURO
LE CROCETTE NERE SEGNATE ERANO LE STAZIONI DDR CHIUSE E SORVEGLIATE
DALLA POLIZIA CON MITRAGLIATRICI 
Andavo con mio fratello e amici, preferibilmente passando da Checkpoint, un paio di domeniche al mese. Scendevamo dalla Metro a Kochstrasse (lì finiva la corsa) e ci trovavamo in una terra di nessuno. Le case bombardate non erano state ricostruite, nè a ovest nè a est, nessun passante, il nulla. Tutto era immobile.
Avevo l'impressione di trovarmi in un Paese ancora in guerra. (Sì, c'era, ma guerra fredda). Camminavamo sul marciapiede a destra. C'era la guardiola degli Americani che non facevano caso a noi, oltre, le sbarre per le auto, più avanti, una bassa costruzione della polizia della DDR. Qui c'era il controllo.
Si consegnava il Passaporto che veniva imbucato in una parete di legno e sottoposto a controllo. Avevo sempre timore che non me lo restituissero. Nel frattempo ci perquisivano sommariamente e facevano domande di vario tipo, soprattutto quanti DM avevamo con noi. I nostri DM erano moneta pesante, valeva 1 a 5. L'Ost Mark non era commerciabile al di fuori della DDR. Non era riconosciuto e non aveva valore. Poi ci riconsegnavano il Passaporto con il permesso di entrare (il ritorno entro le 12 p.m.). Mio fratello, tramite amici, aveva conosciuto una famiglia benestante che pur avendo soldi, non sapeva che comperare, dato che non c'era niente da comperare. Così noi portavamo un pacchetto di sigarette, medicine, una banana, un limone, un'arancia e nient'altro. Se frugando, nella mia borsa, le trovavano (ma dato che erano poche cose), potevo sempre dire che erano a uso personale: "perché le loro sigarette erano cattivissime, quei tipi di frutta non li potevano importare e le medicine erano per me"..... Al massimo me le confiscavano,
ma non è mai successo e, onestamente, non ho mai avuto problemi. Mio fratello portava poi queste cose alla famiglia (....che ce le pagava addirittura 5 volte tanto.....).
Con i soldi andavamo a pranzo nei migliori ristoranti di Berlino Est, frequentati prevalentemente da ricchi stranieri, anche Russi e rappresentanti del regime comunista. Tappeto rosso all'entrata, camerieri ossequiosi (contavano sul drink geld, "la mancia", tradotto letteralmente, soldi per bere).
Il Maitre veniva a prendere gli ordini che passava poi ai camerieri. Ricordo che una volta ordinai una Bismark. Arrivò il cameriere portando un tavolino di servizio e, sopra, un grande vassoio. Al centro la Bismark e tutto attorno una grande varietà di verdure, carote, cipolle, patate, sedano, finocchi ecc...era un piacere per la vista oltre che per il palato.

Insomma, facevamo i gran signori. Al pomeriggio si andava a ballare o a passeggio e poi, come Cenerentola, entro mezzanotte, dovevamo uscire e consegnare il nostro permesso. Eravamo giovani e trovavamo il tutto molto eccitante, sempre con quel pizzico di paura che qualche cosa andasse storto e non potessimo più uscire.
E' andato sempre tutto bene....

(Laura)

sabato 11 ottobre 2014

PASTA CON VONGOLE E CECI


FAR APRIRE LE VONGOLE AL FUOCO, DOPO AVERLE PULITE E FATTE SPURGARE CON ACQUA E SALE PER MEZZ'ORA, CON UNO SPICCHIO D'AGLIO ED UNA FOGLIA D'ALLORO ED UN FILO D' OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA

QUANDO SI SARANNO APERTE AGGIUNGERVI I CECI GIA' PRELESSATI E SFUMARE IL TUTTO CON UN PO' DI VINO BIANCO

VERSARE NELLA PADELLA LA PASTA AL DENTE E FARLA SALTARE CON IL CONDIMENTO ED UNA SPOLVERATA DI PREZZEMOLO TRITATO


lunedì 6 ottobre 2014

"GRAZIE SIGNORA MAESTRA" ....ALLA MIA CARA MAESTRA LILIANA ...CHE NON C'E' PIU'...

Da un delizioso articolo apparso su "La Stampa" dal titolo “Dottor Asino” di MASSIMO GRAMELLINI 23/12/2009

Tutti gli iscritti al concorso per funzionario dell’Ufficio Appalti di Orbetello - aperto ai soli laureati - sono stati respinti dopo la prova scritta a causa di sfondoni grammaticali.
Non vi sfuggirà la buona notizia: non c’era neanche un raccomandato (e trattandosi di un Ufficio Appalti, la sorpresa è ancora più grande).
Per il resto prepariamo i fazzoletti, perché una cosa è fare dell’ironia sull’ignoranza dei concorrenti del Grande Fratello, nessuno dei quali almeno si fregia del titolo di dottore, un’altra dover riconoscere che l’università laurea dei somari che scrivono «ha» senza l’acca, «legittimo» con due g e «anomala» staccando la a: «a nomala», come «a zia» e «a nonna» nel vocabolario di Totti.
Intendiamoci. A tutti può capitare di scrivere «egli a mangiato». Ma in seconda elementareE’ lì che si gioca la partita decisiva.
Quando capitò a me, la maestra mi fece riempire un intero quaderno di «ha». Fu tale il trauma che me lo ricordo ancora. Sarà per questo che, talvolta, mi ricordo anche di scrivere «ha».

Di sicuro non ho mai dimenticato le parole con cui lei accompagnò quel supplizio.

«La scuola dell’obbligo non serve a insegnarti un lavoro, ma a darti le basi per scegliere quello più adatto a te. Chi scrive e parla male, pensa e vive male. Io non allevo specialisti, ma esseri umani».
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...Sono passati quarant’anni, signora maestra, ma se lo lasci dire: grazie.”
(M. GRAMELLINI)


Alle elementari, infatti, si dovrebbe cominciare a costituire un piccolo “patrimonio” culturale di base; se si perde questa occasione, poi, non si riesce più a recuperarlo.... (questo è uno dei commenti che ho letto a riguardo da qualche parte)

e ripubblico la foto della mia classe di 5° elementare
con a destra la dolce Maestra Liliana
 
ed anch'io Le dico (come Gramellini):

" ... Sono passati quarant’anni  (e qualche anno in più), signora Maestra, ma se lo lasci dire: grazie.”
Leggi anche

 

venerdì 3 ottobre 2014

OGGETTI STRANI ED ORIGINALI ....ANCHE UTILI .....

 
 
 
 
PESCIOLINO SEPARA TUORLI
 



APRIBOTTIGLIE

TIPO DI STICK DI...BURRO


BICCHIERI
 
TAGLIA PIZZA..
 
CUSTODIA PC....CHE SEMBRA UN ANTICO LIBRO...
 
UTENSILI (MESTOLAME) DA CUCINA CON IMPUGNATURE SIMILI AI GIOCHI LEGO...

MA TUTTI QUESTI OGGETTI NON SAPREI DOVE ACQUISTARLI!!!!


......UN'IDEA ORIGINALE DI RICICLO...


...ED UN'ALTRA....

Digital Art di mio fratello Paolo

Il figlio Riccardo Il figlio Enrico La moglie Elena