giovedì 31 luglio 2014

RACCONTO DI LAURA - LA RAGAZZA DALLA VALIGIA ROSSA - (5)

RACCONTO DI LAURA (5)

....Così era Berlino quando arrivai io nella primavera del 1963  
    a sinistra e centro della foto, Laura e a destra una sua amica
AL CONFINE TRA BERLINO OVEST ED EST


.....Tutti sanno la STORIA di Roma Parigi Londra ecc...ma non molti la STORIA di Berlino.
Faccio un riassunto di quello che ho letto.

Tanti secoli fa, esistevano due cittadine: Berlino e Coll divise dal fiume Spree. Negli anni si unirono in una sola città. Divenne il centro di
potere degli Hohenzoller nel 1412 e solo il 18.1.1871 ci fu la proclamazione dell'Impero germanico. La città di Berlino ne divenne la capitale.
Negli anni combattè molte guerre : La guerra dei 30 anni ( 1618 _ 1648 ).
 Berlino perde un terzo della popolazione, ma risorge sempre dalle sue ceneri come la Fenice. Nel 1920 si forma la prima comunità urbana e amministrativa agglomerando 7 cittadine vicine e 59 paesi. Nasce così la
GRANDE BERLINO ( + di 800 Kq ). Nel 1937 festeggia i suoi 700 anni.  Seconda guerra mondiale, Marzo 1943, muoiono 700 berlinesi in attacchi aerei.
Il lancio finale della guerra aerea americana fa 50.000 vittime.

Berlino è distrutta e alla fame.  Poco prima della sconfitta nazista, dal 4 all'11
Febbraio 1945, si tiene la conferenza di Yalta o Jalta tra le potenze alleate.
U.S.A Presidente Roosvelt- Regno Unito Ministro Churchill
Urss- Generalissimo Stalin  per decidere il potere politico ed economico della Germania. In seguito si unirà anche la Francia.

Nella notte tra
l'8 e il 9 Maggio, nel quartiere Sovietico si firma la resa incondizionata della Germania.
Con questo atto è messa la parola fine al terzo Reich.

Ai primi di Luglio del 1945 l'Unione Sovietica è l'unica potenza di occupazione a Berlino. Soltanto più tardi presero il controllo dei propri
settori Inglesi, Americani e Francesi. 
I Russi avevano occupato buona parte della Germania ad Est e Berlino era un'isola al centro della nuova
DDR - DEUTSCHE DEMOCRATISCHE REPUBLIC ( che di democratico non aveva proprio niente ).
La capitale, Berlino, era così una doppia città.
West - Berlin, Ost Berlin capitale della DDR.
La capitale della Germania Federale venne spostata a Bonn.    
Inizio della GUERRA FREDDA.

Il muro di Berlino

piantina di Berlino di Laura del 1963
linea rossa = muro di berlino
Le 4 potenze vincitrici si divisero Berlino così: ad Est L'Unione Sovietica, a Nord la Francia, ad Ovest l'Inghilterra e a Sud gli Stati Uniti.

Il conflitto tra Est ed Ovest era dovuto al fatto che politicamente ed economicamente erano completamente diversi. "Libertà" contro costrizione comunista.

Nel periodo compreso tra il 1950 e 1961, quest'ultimo è l'anno della costruzione del muro, 3,8 milioni di persone lasciarono la D.D.R. -- DEUTSCHE DEMOCRATISCHE REPUBLIC

La maggior parte erano persone d'élite intellettuale ma anche persone specializzate in vari settori.
A quel punto la D.D.R., si trovò costretta, per frenare l'emigrazione, a costruire un MURO.





 
(n.d.r. Inizialmente il muro consisteva di filo spinato, ma subito iniziarono ad essere utilizzati materiali di pietra e cemento)


Fino al 1961, a Berlino era facile spostarsi tra est ed ovest e circa 1/2 milione di persone attraversavano quotidianamente i settori.

Tra il Maggio e l'Agosto 1961, L'UNIONE SOVIETICA aumentò il contingente Militare nella D.D.R. e il Presidente Ulbrich (Tedesco) in una conferenza stampa disse che la costruzione del muro era già stata programmata. Gli altri 3 Leaders politici non si opposero.
Kennedy fu molto chiaro " NON FAREMO NIENTE PERCHE' NON C'E ALTRA SOLUZIONE CHE LA GUERRA ".

Nella notte del 13 Agosto 1961, LA POLIZIA POPOLARE, L'UNIONE ARMATA e LE GUARDIE DI FRONTIERA sbarrarono i confini tra EST ed OVEST e chiuse tutte le vie di comunicazione.
La maggior parte dei Berlinesi fu colta di sorpresa e così molte famiglie, parenti e amici, si trovarono chi di qua chi di là del Muro. Nei suoi 28 anni di esistenza ci furono 136 vittime. Alcune morirono dissanguate dopo essere state ferite dalla polizia, altre annegate, altre morirono lanciandosi nel vuoto sperando di cadere dalla parte Ovest della strada e trovare la Libertà.

Il conflitto
raggiunse il suo apice nell'Ottobre del 1961 al CHECKPOINT CHARLIE.
Vi fu un vero faccia a faccia fra carri armati Sovietici e Americani.
La situazione era al culmine della tensione. Alla fine i carri armati Russi
si ritirarono e lo scontro si risolse senza spargimento di sangue.
 
Nel 1964 fu scavato un tunnel di 145 m. che collegava ad Ovest, da una panetteria vuota,
in Bernauer Strasse, e ad Est, un gabinetto pubblico.

57 persone lasciarono la D.D.R .  

In quei giorni a Berlino 2 studenti Italiani frequentavano l'Università, Gigi e Mimmo.
Avevano amici universitari al di là del muro. Volevano farli fuggire. Come? Scavando una galleria. Assieme ad altri amici Italiani e Tedeschi, trovarono, dopo varie ricerche, il punto giusto. Scavarono di notte per circa 130 metri e fecero fuggire tutta la famiglia dell'amico e altre persone. In tutto 30. Poi il tunnel si allagò per un tubo rotto e non fu più possibile fuggire. Ad attenderli e a documentare la beffa, una troupe della tv americana, NBC.
Così era Berlino quando arrivai io nella primavera del 1963..... 

p.s. Un paio di anni fa ho letto un bellissimo libro da cui più o meno con parole mie ho tratto il racconto. E' scorrevole e di facile comprensione.
L'ho letto tutto con vero piacere. Consigliato agli appassionati di Storia.
Lo trovate anche su GOOGLE.
BERLINO- Storia di una metropoli. Scritto da un'inglese che visse e studiò
sia a Berlino Est e Ovest negli anni '60   ALEXANDRA  RICHIE
Edizione Mondadori 1998
   
( Laura )



TORRE DELLA TV IN ALEXANDEPLATZ
costruita dai Russi tra il 1966 e 1969
alta più di 300 metri
LA PALLA ROTONDA OSPITA IL RISTORANTE
CHE GIRA LENTAMENTE A 360°

 
11 novembre 1989
CADUTA DEL MURO
 
 
 
 
.......ED AMBIENTATO A BERLINO
QUESTO BELLISSIMO VIDEO 
Francesco Renga - Il mio giorno più bello nel mondo
 
 

domenica 20 luglio 2014

RACCONTO DI GIOVANNA - RICORDI ANNI '50 DEI SOGGIORNI IN COLONIA

RACCONTO DI GIOVANNA
CHE RICORDA LE SUE ESTATI DA BAMBINA IN COLONIA A MONEGLIA
 (p.s. IO INVECE LE HO TRASCORSE IN COLONIA A RICCIONE)
 
Un privilegio che avevano i dipendenti delle Cartiere Burgo erano i soggiorni al mare e in montagna per i loro figli.

Mia sorella Caterina detta Tina (terza da sinistra) vicino all'autrice del racconto Giovanna detta Anna
e sotto, mia sorella Rita, discretamente nascosta al centro, in colonia a Moneglia anni '50
 
Un mese era riservato alle bambine, il successivo ai maschi.

Il ricordo della prima volta in colonia mi è rimasto incancellabile: avrò avuto sei - sette anni, non avevo mai visto un PAESE al di fuori del mio, non ero mai salita su di un TRENO, né sapevo cos'era il MARE.
Mi torna in mente l'eccitazione della vigilia della partenza. Poche cose nello zainetto, tre cartoline postali di colore crema con l'apposito indirizzo prestampato, la poca biancheria intima personale; la divisa bianca e azzurra coordinata con il cappellino per la spiaggia la trovavamo all'arrivo e pure i sandali.
Quasi tutte avevamo gli occhi gonfi per non aver dormito la notte prima: riunite davanti la portineria salivamo sul pullman fino alla stazione ferroviaria di Vicenza. I pianti delle ragazzine più sensibili emozionavano anche le altre più euforiche e il "bao" lungo che ci ospitava per un viaggio fino a Genova ci sembrava interminabile.
L'odore del carbone si sentiva nei vagoni, noi ci sporgevamo dai finestrini, mentre c'era chi già vomitava, poi ci ritiravamo spaventate a causa dei fischi striduli che ci rimbombavano nelle orecchie quando il treno entrava nelle gallerie. Alcune venivano accompagnate in bagno dalle assistenti: erano madri anche loro e usavano una tenerezza infinita per alleggerire il distacco. Scendevamo alla stazione di Genova per risalire su di un treno più piccolo che in poco tempo ci portava a destinazione di Moneglia sulla riviera di Levante.
Arrivavamo tutte sporche di carbone e fuliggine accolte da suore tutte vestite di bianco. Ricordo nitidamente la cena squisita all'arrivo: omelette farcite di marmellata conosciute solo allora e morbide frittelle di pane gonfie; lo stupore delle camerate enormi .
 
Al pomeriggio, il grosso e panciuto bagnino arrivava in spiaggia trasportando su di un carretto dei capienti bidoni di latta come quelli usati dai contadini per trasportare il latte; contenevano acqua e anice, profumo che ancora oggi mi ricorda i tempi della colonia.
Distribuiva anche la merenda delle quattro: piccoli panini con una confezione di marmellata scura rettangolare. Ricordo che noi bambine terrorizzate dalle onde, restavamo immobili sulla battigia, incantate a guardare la risacca e il movimento delle onde con la schiuma bianca; poi l'immensità sconfinata del blu intenso quando lasciavamo la spiaggia ci sorprendeva. Quando il tempo era nuvoloso ci immergevamo nella grande piscina all'interno del recinto della colonia sebbene nessuna di noi sapesse nuotare; il bagno ci elettrizzava, c'era chi urlava, i vari dialetti delle figlie dei dipendenti lombardi e piemontesi erano per noi "lingue straniere" ma il divertimento era comunque grande. Dopo cena, alle volte si usciva in passeggiata per viottoli sconnessi, su verso la collina fino al punto dal quale si intravedeva il mare e a noi abituate ad un torrente che si ingrossava solamente nel periodo delle piogge, quest'immensità dava un senso di smarrimento.
Il panorama circostante era molto diverso da quello delle nostre parti, dove le colline sono morbide e ondulate, qui gli orti erano piccoli rettangoli interrotti da muretti; gli ortaggi mescolati a olivi e oleandri, piante grasse che crescevano ovunque. Si ritornava dalla passeggiata serale facendo una sosta nella chiesetta vicina e sull'altare vi era una Madonnina colma di ex voto, poi si rientrava per una viuzza stretta e buia e il peggio arrivava a quel punto.
Con l'imbrunire sopraggiungeva la malinconia, lo struggimento della nostalgia di casa. Le più sensibili stavano più in infermeria che in spiaggia per lo scoramento che procurava loro una febbriciattola continua. Durante il riposino pomeridiano, nelle camerate sconfinate, dovevamo stare in silenzio nei nostri letti a castello; le più vivaci sopra, le timide sotto. Quelle incapaci a prendere sonno chiacchieravano, perciò venivano accompagnate dalle suore nel porticato, occupando quelle due ore stabilite della sosta ad imbiancare con la "biacca" le scarpe delle stesse Sorelle.
Scrivevamo sulle nostre cartoline postali: "Qui è bellissimo, il mare, i monti e il cibo; le suore sono buone". Nel buio della sera il treno con il suo lugubre fischio sopraggiungeva dietro di noi sulla collina; ad occhi chiusi rivedevamo il "bao" visto a Vicenza e a quel punto sopraggiungeva la malinconia.

Il mese di mare non finiva più, ci avevano inculcato che il cambiamento d'aria e lo iodio respirato sarebbe stato un " toccasana", niente più bronchiti né tonsille da estrarre , il sistema linfatico ne avrebbe giovato; saremmo cresciute in altezza e fortificate nello spirito. Finalmente arrivava il giorno del ritorno; si ripeteva l'eccitazione della partenza. Il fazzoletto bianco sventolato dal finestrino del treno a Vicenza era divenuto grigio. Il pullman ci aspettava. "Vola colomba" e "Vecchio scarpone" cantata mille volte.
A Zugliano il cuore ci batteva all'impazzata, le ville venete erano ancora lì sulla collina a destra, così pure la nostra chiesa - anche se senza campanile - ma soprattutto la rassicurante ciminiera fumante era vicina. Senza più voce intonavamo: " A Lugo ritorneremo e la mamma abbracceremo". Ecco, stavamo imboccando lo stretto ponte sull' Astico. "Ci siamo e anche Fiorenza, la più sensibile di noi, sorrideva".

Il mese di colonia di quei lontani anni cinquanta non lo avremmo mai scordato; a metà soggiorno della mia seconda esperienza, Miriam, una bambina di due anni più piccola era ritornata sola su di un carro funebre: un virus terribile le fu fatale. Lei, già orfana di madre, riposa nel cimitero di Calvene.
Pinarosa non l'ha però dimenticata e ogni volta che va a trovare i suoi cari s'intrattiene a fissare la foto ovale, aneddoti e particolari lontani che sembrano accaduti ieri... e deposita un fiore.
Molte di noi e così pure i maschi, già nonni da tempo, almeno una volta nel corso degli anni si sono recati a Moneglia per ripercorrere l'emozione dei tempi lontani, la più intensa senza ombra di dubbio: quel mese di mare in colonia che Luigi Burgo aveva generosamente ideato per i figli dei suoi dipendenti, un' esperienza scolpita per sempre.
 
 
(Giovanna detta Anna)
 


p.s. A Luigi Burgo, nel 1905, balena l'idea di creare un impianto per la produzione della carta.  Da quell'anno l'azienda si ingrandisce, fino a diventare un colosso a livello europeo nel 1930, a 25 anni dalla sua fondazione, con 5400 dipendenti e otto stabilimenti (Verzuolo, Corsico, Maslianico, Pöls, Fossano, Treviso, Romagnano Sesia, Lugo di Vicenza).

giovedì 17 luglio 2014

AFORISMI/PRECETTI - CHILONE E LAERZIO DIOGENE





Partenone
Tempio di Atene, Grecia

DEL FILOSOFO CHILONE DI SPARTA (NATO INTORNO AL 600 a.C.), LAERZIO DIOGENE SCRIVE ALCUNI SUOI PRECETTI:
  • COSA E' DIFFICILE?
  1. IMPIEGARE BENE IL TEMPO LIBERO
  2. SOPPORTARE UN'OFFESA RICEVUTA
  3. MANTENERE I SEGRETI
  • GUARDA TE STESSO

  • PREFERISCI IL DANNO AD UN TURPE GUADAGNO : il primo addolora una volta, il secondo per tutta la vita.


Così scrive nella sua più celebre opera, Diogene Laerzio, "Vite e dottrine dei più celebri filosofi".


Diogene Laerzio è stato uno storico greco antico, vissuto sotto l'Impero Romano.

(Avere dei libri senza leggerli è come avere dei frutti dipinti - aforisma di Laerzio Diogene)

HELEN SEARLE

 

domenica 13 luglio 2014

....UN RICORDO .....FESTA DI COMPLEANNO DI QUALCHE ANNO FA DELLA MAMMA CHE ORA NON C'E' PIU' ......



PATRIZIA , IO E LA MAMMA
(LE SORELLINE PIU' PICCOLE DELLA NOSTRA NUMEROSA FAMIGLIA )
 
 L'OMAGGIO FLOREALE DA PARTE DELLA CUGINA LILIANA DALLA FRANCIA
 
 
 
IO E LA MAMMA


 
 
NIPOTI E PRONIPOTI
LE MIE SORELLE MAGGIORI (LA CARA RITA E TINA CON LA MAMMA)

 
 I 5 FIGLI CON MAMMA
  

venerdì 4 luglio 2014

TORTA MOUSSE AL LIMONE...CON LAMPONI


ACQUISTATA !!!!

Questa torta è comunque composta da tre strati : la base biscottata o pan di spagna , la mousse  e la copertura . Poichè ha bisogno di restare in frigo per almeno 12 ore vi consiglio di prepararla il giorno prima. La sua preparazione è un po' lunga ma non è assolutamente complicata e il risultato è fantastico. Buona, fresca e bellissima.

Ingredienti per la base :
250 gr di biscotti secchi
100 gr di burro

Preparazione base :
Sbriciolate finemente i biscotti, metteteli in una terrina e versatevi sopra il burro fuso. Mescolate con un mestolo di legno e poi amalgamate per bene con le mani . Prendete ora una teglia rotonda con anello rimovibile e ponete il composto di biscotti sulla base. Schiacciate bene con le mani in modo da formare una base liscia ed omogenea. Aiutatevi con un foglio di alluminio per renderla ancora più liscia.
Mettete la teglia in frigo ( con la base biscottata coperta dal foglio di alluminio )  per almeno 1/2 ora.

Ingredienti per la mousse :
100 gr di burro
3 uova intere e 1 tuorlo
200 gr di zucchero
la scorza grattugiata di 3 limoni
150 ml di succo di limone
12 gr di colla di pesce
400 ml di panna liquida per dolci

Preparazione mousse :
In un pentolino fate sciogliere il burro. Spostatelo dal fuoco e aggiungete lo zucchero, mescolate un pochino e aggiungete le tre uova intere più il tuorlo, mescolate ancora e aggiungete il succo di limone e le scorze grattugiate. Nel frattempo fate ammollare la colla di pesce in acqua fredda . Ponete il composto di nuovo sul fuoco e fatelo riscaldare ( giusto il tanto che serve per far sciogliere la colla di pesce ). Strizzate la colla di pesce e aggiungetela alla crema facendola scioglire per bene . Spegnete il fuoco e fate raffreddare ( potete mettere il pentolino nel lavandino della cucina riempito con un po' di acqua fredda e mescolando fate raffreddare il composto ). Ora montate la panna ben soda e mettetela in una terrina . Delicatamente, poco alla volta , diluitela con la crema raffreddata . Amalgamate per bene . Tirate fuori dal frigo la base biscottata , togliete il foglio di alluminio e versatevi sopra il composto ottenuto . Riponete la teglia in frigo per almeno 12 ore.

Ingredienti per la copertura :
1 bustina di gelatina per torte ( quella chiara )
3 cucchiai di zucchero
100 ml di succo di limone
150 ml di acqua fredda
Preparazione :
Mettete la gelatina per torte in un pentolino, aggiungete lo zucchero e diluite con il succo di limone, l’acqua (ed eventualmente il colorante giallo x alimenti). Mettete sul fuoco e portate a ebollizione ( basta seguire le istruzioni che ci sono nella cartina della gelatina ). Spegnete, fate raffreddare per qualche minuto e versate il tutto sulla mousse una volta che questa sarà solidificata ( cioè dopo le 12 ore passate in frigo ). Decorate a piacere. Ponete di nuovo in frigo per almeno 1\2 ora ( la gelatina si solidifica abbastanza velocemente ). Non vi rimane altro che servire in tavola, rimuovendo l’anello della teglia con cautela ( vi consiglio di passare la lama di un coltello lungo la circonferenza prima di rimuovere l’anello ).
Buon appetito!!