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domenica 4 ottobre 2015

LA GITA IN VAL DI VALLES - RACCONTO DI MIO CUGINO BRUNO MARANGONZIN

La gita in Val di Valles 
di Bruno Marangonzin
"Non si vede nel ciel là tra le nubi che un cinereo lembo"....
mentre D'Annunzio scriveva "Non si vede del mar là tra le dune
che un cinereo lembo"...

Al mattino una leggera pioggia ed un cielo plumbeo non lascia presagire niente di buono per il resto della giornata.
Si parte dopo aver atteso il pullman per quindici minuti, giusto il tempo per dar modo ai ritardatari di congiungersi al gruppo.

In corriera ci si conta, non siamo in tanti, qualcuno sussurra "pochi ma buoni.
Del resto dopo un lungo periodo di cattivo tempo e le previsioni della giornata sfavorevoli avevano fatto sì che diverse persone rinunciassero alla gita.
Si procede speditamente per la "Valsugana"...

ed a Trento si entra in autostrada.
Ormai sono trascorse due ore dalla partenza e l'autonomia della terza età per la "sosta caffè" sta per scadere.
Ci si ferma all'autogrill e tutti, dimenticando le bevande, si precipitano alla toilette; il caffè viene dopo!
Si riparte e guardando in alto!
Dopo meno di un paio d'ore si arriva a Val di Valles, quota 1350, il pullman non può più procedere.

Dei pulmini portano le persone ai 1750 metri del rifugio o chi preferisce, la maggioranza, a piedi per il sentiero.
Quando scendo, vestito dalla canottiera al giubbino, tutto rigorosamente in cotone, o acrilico, mi accorgo di aver freddo.
Non so come fare ma a qualcuno devo dirlo.
Si passa parola ed una gentile persona, mossa a compassione, estrae dal suo capiente zaino un gilet in pile evitandomi così un sicuro malanno.
Il sentiero s'inerpica con una notevole pendenza; si procede ad ordine sparso.
I ritardatari sono assistiti da un efficiente servizio "scopa".
Un vorticoso ruscello alimentato da tante piccole cascate ci accompagna per quasi tutto il percorso.
La vista dell'acqua, unita al notevole rumore della stessa, fa sì che alcuni con il pretesto di vedere se ci sono funghi, s'inoltrino nel bosco fino a scomparire dalla vista altrui per una nuova "sosta caffè".
Le nubi nel frattempo avevano fatto posto a squarci sempre più estesi di azzurro lasciando intravvedere un bel sole che illuminava un maestoso scenario da togliere il fiato, anche per la fatica che incominciava a farsi sentire.
Strada facendo vengo a sapere che sono l'unico ad aver portato da casa il pasto al "sacco", tutti pranzano al rifugio.
Mi sento a disagio, portare di ritorno i numerosi panini e bibite dello zainetto un po' mi scoccia.
Entro nel rifugio ed affabili persone della compagnia mi fanno accomodare al loro tavolo.
Ringrazio e scelgo il posto meno in vista, nell'angolo della panchina.
Loro ordinano le specialità del luogo ed io, il solo "portoghese" del gruppo, con una buona dose di faccia tosta, domando un piatto vuoto pensando così che le inevitabili briciole del panino non vadano a ricoprire la tavola.

Una signora mi offre un gustoso "canederlo" e questo mi mette a mio agio, anch'io sto pranzando come loro, o quasi, perché il panino in men che non si dica sparisce dentro alla mia bocca.
La gassosa portata da casa la tengo accuratamente nascosta dietro il sedere e me ne verso nel bicchiere di plastica al momento più opportuno.
Il sole splende alto nel cielo e dopo qualche tempo a godere di questo si scende fino al pullman.
La discesa, inutile dirlo, non è faticosa anche se le gambe ne risentono.
A pochi chilometri da Bressanone si visita l'abbazia di Novacella, un luogo veramente bello e notevolmente vasto.

La biblioteca con i suoi ventimila libri e manoscritti impressiona un po'.
ABBAZIA DI NOVACELLA - BIBLIOTECA

Documenti originali testimoniano che i signorotti del tempo, a volte, dopo una vita dissoluta e peccaminosa, si compravano un pezzetto di paradiso con le indulgenze fatte di grandi lasciti in terreni e fabbricati, o in denaro sonante.
Questo è stato uno dei motivi della scissione dalla chiesa cattolica dell'abate Martin Lutero.
Non posso esimermi da un piccolo accenno alla chiesa.
All'esterno l'architettura è semplice ma quando si varca la porta d'ingresso e si guarda in particolare il soffitto, si rimane esterrefatti da tanta ricchezza di addobbi, stucchi, pitture e marmi da assomigliare a mio parere, più che ad un luogo di culto, ad uno dei grandi saloni delle feste di varie corti europee.
INTERNI ABBAZIA
Quando penso alla povertà del tempo tutto questo mi sembra un po' stonato.
Nel viaggio di ritorno tutto fila liscio.
In conclusione una gran bella gita, una bellissima giornata ed un particolare grazie a Luciano & Luciana per aver promosso questo e fatto da guida a noi tutti in questa incantevole vallata.
Mi spiace, peccato per gli assenti.

(Bruno Marangonzin)


sabato 2 maggio 2015

RACCONTO DI MIO CUGINO BRUNO (IN PARTE VERO!) - IL VESTITO NUOVO -

El vestito novo: cronostoria di un “ acquisto “.
IL VESTITO NUOVO

Dopo el vestito che me go sposà, sto qua el xe el terso ca compro, uno
ogni diexe (10) ani; però come giacche ghi no anca massa.
Dopo il vestito con il quale mi sono sposato, questo è il terzo che compro, uno ogni 10 anni; però di giacche ne ho anche troppe.
Fra le poche ca go comprà e tutte quele che i me gà regalà parchè ai
altri noe ghe va pi ben, a ghi no un “armaron”pien.
Fra le poche che ho comperato e tutte quelle che mi hanno regalato, perchè ad altri non vanno più bene, ne ho un armadio pieno.
Ma tornemo al vestito. Sicome i meo ga scontà del 80%, magari vorisi
savere dove ca lo go comprà.
Ma torniamo al vestito. Siccome me lo hanno scontato dell'80%, magari vorreste sapere dove l'ho comperato.

Posso dirve, sua strada che va da Breganze a Marostega, no in mexo la
strada, ma da na parte,a destra.
Posso dirvi, sulla strada che va da Breganze a Marostica, non in mezzo alla strada ma da una parte, a destra.

Come ca entro in tea “botega”, dopo ca me go vardà intorno, me vien
incontro na signora, che par mi la podaria essere sta anca la parona.
Come entro nel negozio, dopo essermi guardato intorno, mi viene incontro un signora che a mio parere poteva essere la proprietaria.
Ghe dixo cosa ca serco e subito la me fa vedare i vestiti.
Le dico cosa cercavo e subito mi fa vedere i vestiti in vendita.
A scegliere no xe mia fasile.
Non è facile fare la scelta.
Ghin provo uno chel ga le righe larghe un paro de sentimetri.
Ne provo uno con le righe larghe un paio di centimetri.
A sentire ela el me sta na maraveia, ma ste righe larghe noe me piaxe.
La proprietaria del negozio mi dice che mi sta a meraviglia ma queste righe non mi piacciono molto.
A ghe trovo fora chel xe curto de maneghe; la me dixe che le va ben, xe
i me brassi che i xe massa lunghi.
Mi scuso dicendo che le maniche sono troppo corte; lei mi dice che vanno bene, sono invece le mie braccia troppo lunghe.
Ghin provo naltro, tinta unita, anca questo belo ma nol me convinse.
Ne provo un altro, tinta unita, anche questo bello ma non mi convince.
Come misura el me sta ben, solo le maneghe le me par curte.
Come misura va bene, soltanto le maniche sono ancora troppo corte.
La me dixe come prima ca go i brassi lunghi.
Mi ripete che ho le braccia troppo lunghe!

A provo el terso, questo el me sta da Dio; sto qua el me piaxe anca coe
maneghe curte. Grigio, coe righette larghe un sentimetro, un “sgessato”
la ghe ciama ela. No me ris'cio a dirghe dele maneghe, ma quasi me vien
da farlo. Secondo ela el me stava a “penelo”, come i altri.
Provo il terzo, questo sì che mi sta bene; mi piace proprio anche se ha le maniche ancora corte. Tinta grigio, con le righette larghe un centimetro, un “gessato” come dice lei. Non tento di farle notare che le maniche sono un po' corte ma quasi quasi mi verrebbe da dirglielo.
Me xe vegnesto el sospetto che la volesse vendermeli tutti tre.
Mi viene il sospetto che avrebbe voluto vendermeli tutti e tre.
A ghe dixo :” cosa volea, omo alto mexo belo”, e par darme pi importansa me son messo in punta de”pie”.
Allora le dico:”sa, il detto dice UOMO ALTO ...MEZZA BELLEZZA” e per darmi più importanza mi metto in punta di piedi!
No lo gavese mai fatto chea me dixe:”mio marito è quindici(15)
centimetri più basso di me ed è anche piuttosto robusto”. A sto punto provo a salvarme in”corner”dixendoghe che magari el xe
un “simpaticone”. Ela de rimando:”veramente non parla mai, è un vero
musone”.
Non appena ho parlato, lei mi dice: “mio marito è 15 centimetri più basso di me ed anche piuttosto robusto”. A questo punto provo a salvarmi in “corner” dicendole che magari è simpatico. Lei mi risponde: “veramente non parla mai, è un vero musone!”
No so pi cosa dirghe ma ris'cio ancora.”Beh, dopotutto basta andar d'accordo”. No lo gavesse mai ditto che la me dixe:”a dire il vero
ci stiamo per separare,veda lei! Pexo el tacon chel sbrego”.
Non so più che cosa dire ma rischio ancora:”Beh, dopotutto basta l'armonia”. Non lo avessi mai detto... lei aggiunge:”veramente ci stiamo per separare, veda un po' lei!” Io penso allora di aver esagerato...
Adesso ca go da domandarghe el sconto, no so pi cosa fare. Me vien in mente da dirghe ca son dell'università de Breganze e ca ghe farò un bon nome alla so bottega. Tira che te tira a son rivà che la me gà fatto el sconto ca ve go dito.
Ora devo chiederle lo sconto, non so che fare. Mi viene in mente di dirle che faccio parte dell'università di Breganze e che le potrei fare pubblicità al negozio. Così contrattando ottengo lo sconto che vi avevo detto.
Meio de cosi' se more. Compro la camixa, la gravata, i calsiti e l'intimo. La maietta dea salute coe meze maneghe in lana-seta, mai sentio
al mondo, i slip, che dai nostre parte ghe ciamemo”mudande” i xe na
maraveia. L'astico alto tre-quatro sentimetri con scrito “ARMANI MEN”.
Me informo e vegno savere che MEN vol dire OMO; xe parchè i omini
noi vaga a sbagliarse e i metta su quele delle femene.
Meglio di così... Compro una camicia, la cravatta, i calzini e l'intimo.
La maglietta della salute con le mezze maniche in lana-seta (mai sentito prima), gli slip poi, che chiamamo comunemente “mutande”, sono perfetti. L'elastico è alto 3-4 centimetri con la scritta “ARMANI-MEN”. Mi dicono che MEN significa Uomini; forse lo scrivono affinchè non ci si sbagli e non li mettano le donne?
Co vo a pagare, alla cassa, la sorpresa. El vestito el me xe costà “na pipà de tabacco” ma el resto... un ocio dea testa, le mudande po', gnanca le fusse de oro.
Quando pago, alla cassa, mi sorprendo. 
IL VESTITO NON MI E' COSTATO POI MOLTO MA TUTTO IL RESTO....UNA GROSSA CIFRA, LE MUTANDE, SOPRATTUTTO, NEANCHE FOSSERO D'ORO!!!

PS. Quello che vi ho raccontato in parte è vero e in parte è romanzato!



Bruno Marangonzin

lunedì 22 dicembre 2014

LETTERINA DI MIO CUGINO BRUNO A BABBO NATALE....



NATALE 2014
Letterina divertente del cugino Bruno:
 
Caro Babbo Natale, come stai?
L'ultima volta che ti ho sentito avevi una brutta bronchite, spero ti sia passata. Vedi, alla tua età non dovresti andare in giro di notte con la slitta decappottata.  
Di tuo hai già l'arteriosclerosi, i reumatismi, il colesterolo, la pressione alle stelle, per non parlare del resto. 
 
Avevo pensato di scrivere al BAMBINELLO ma mi fido più di te che hai più esperienza. 

Desideri e ringraziamenti:

- Fa' in modo che non riceva più quegli inviti per il controllo dell'udito;

sono più di vent'anni che mi succede e poi, chi ha detto che sono sordo?

Sento ancora il "cuco" (sirena) della Cartiera Burgo!

- Grazie per aver tolto dalla TV, all'ora di cena la pubblicità delle

signore incontinenti che entrano in ascensore; non ne potevo più.

- Grazie per aver lasciato a noi maschietti quella di Intimissimi - Scopri (reggiseno) Manuela: il sostegno perfetto senza ferretto.

- A proposito di pubblicità, Antonio Banderas non parla più con le galline,

ma fa le fette biscottate più grosse,
 
mentre George Clooney


scambia un bel paio di scarpe per un caffè che poi non riesce a bere....

Vedi cosa sono costretti a fare due bravi attori per arrivare a fine mese!

- L'anno scorso ti avevo chiesto, ma non ti è riuscito, a far restare seduti per una settimana, sulla tazza del water per dissenteria, i tanti nostri politici e non, quelli corrotti, disonesti e ladri (vedi ultimamente EXPO MILANO, MOSE VENEZIA e MAFIA ROMA CAPITALE ecc. ecc.)...Ai primi sintomi hanno trovato l'antidoto, qualche pasticca di DISSENTEN e tutto si è risolto. Vedi di pensare a qualcos'altro....

- Regalami e fammi trovare un bel conto in banca....

- Caro Babbino, so si chiederti molto, ma se puoi, "a me e ai miei compaesani di Lugo"..... portaci il CAMPANILE. Sai, sono cent'anni che non c'è più e ci manca tanto. Vedi di portarcelo più alto della chiesa ma un po' più basso di quello di Breganze, per ragioni di concorrenza....

CAMPANILE DI BREGANZE (VICENZA)
 
 
Dirai alla Befana che non si scomodi più con i regali perché sono stufo

di trovare carbone sotto il camino. Ti prometto, ma forse non mantengo,

che sarò più serio e meno chiacchierone, non mangerò più i “bon-boni" (caramelle)

a mio nipotino e non dirò più parolacce, come: porco can, porca miseria, va in...malora

e....."sedere"!

Grazie e tanti auguri da IO-ME 
 
   ciao .......firmato BRUNO

foto, stampata sul biglietto di auguri, dell'amico fotografo Gigi Abriani - ARTEFOTO - Lugo (Vicenza) 
_________._________

Caro Bruno,
ho trovato questo tuo biglietto natalizio che mi hai inviato qualche anno fa, rappresentante la Piazza di Lugo di Vicenza; in effetti "spicca" la mancanza di un bel campanile vicino la Chiesa!!!!!!

Arianna

p.s. molto originale la tua letterina per Babbo Natale che mi hai trasmesso via mail!

sabato 8 febbraio 2014

"TANTO TEMPO FA (100 ANNI), A LUGO GHE GERA EL CAMPANILE"....VERSIONE ORIGINALE DEL RACCONTO, GIA' POSTATO IN ITALIANO, DI MIO CUGINO BRUNO





















VEDI IMMAGINE  DI LUGO DI VICENZA, SOTTO,  CON IL SUO CAMPANILE ATTUALE MAI ULTIMATO TRATTA DA UNA CARTOLINA SPEDITA AL MIO FIDANZATO (DIVENUTO POI MIO MARITO) DAL MIO BEL PAESE D'ORIGINE, LUGO DI VICENZA (ho inserito io la scritta -  "campanile")  ....E L'ILLUSTRAZIONE DEL LIBRO DI DELLAI DOVE SI NOTANO SIA IL VECCHIO CAMPANILE CHE LA VECCHIA CHIESA ABBATTUTI....


Il campanile che non c'è..a Lugo di Vicenza 12/01/2014 v. blog il bel racconto di mio cugino Bruno








AVEVO GIA' LIBERAMENTE TRADOTTO DAL DIALETTO VICENTINO IL RACCONTO SPASSOSISSIMO DI BRUNO - VEDI NEL POST :





















...No voria parlar de quelo ca go xa dito 20 giorni fa ma sta cosa del campanile de Lugo a mi e ai me paesani la me sta sul gosso.
Sa tornasse indrio no parlaria pì de sto problema anca parchè qualcun del me paese el ga tacà a vardarme storto e a no saludarme.
I me ga dito ca doveo tasere e tegnere l'onore in casa, tanto nessun se acorzea del campanile che no ghe xè.
Adeso me spetto solo vegner ciamà dal sindaco e dall'arciprete.
Speremo ben.
Quando le ciaciare le gavarà ciapà pie, i foresti coa scusa de visitare le ville palladiane, i vegnerà a Lugo a vedare "EL CAMPANILE CHE NON C'E'".
Me imagino la procesion de curiosi su e xò par la strada dea Cesa.
Questo par motivi de turismo podaria esere un ben.
Me xe sta dito che 80 anni fa i gavea comisià a costruirlo ma ghe xè sta na disgrasia, na secia de malta la xe cascà soa testa a un muradore e ghe xe stà el morto.
Adeso podarì dirme che tanta anni de lutto i xè abastansa par andare avanti coi lavori...però xe ancora tutto fermo.
Quando ca sento dire de na coppia (donna alta e omo basso), che la Cesa la xè pì alta del campanile, mi penso subito a Lugo e me vien na rabbia ca no ve digo.
No gavemo el campanile...ma el cimitero comodo, el confina coa Cesa.
El defunto, dopo messa, nol fa in tempo a dire n'Ave Maria chel xè xà sotto terra, a diferenza de quasi tutti i paesi intorno.
Mo me piaxe parlar de ste robe, se ghe xè qualcun de superstisiozo, el poe tocar ferro, le gambe dee careghe o quel chel voe, sensa farse vedere (i omini).
Par ste robe, meio tardi che mai, ma forse meio tardi e basta.
Par dire, Matusalemme el xè scampà 900 anni e...savio come chel xè morto? I lo ga copà par ereditare, ohh ...nol moriva mai.
Ghe xè poco da ridere, sempre de omicidio se tratta.
Ma adesso tornemo al campanile.
Un me amico, ca no fasso el nome ma chel se ciama Ugo, el me ga ditto,che par problemi de bilancio, un paesetto dell'Alto Adige, el vende el campanile.
Par el trasporto i pensa luri.
No so se i me lo portaria xò in pie o buttà, tutto intiero o a tochi.
I Tedeschi de sicuro i sa come fare.
Sentarò el sindaco e l'arciprete cosa che i pensa, anca par la spesa.
Da parte mia, se l'affare va in porto, passarò casa par casa, anca qua all'Università (degli anziani...a Breganze) a fare la QUESTUA.
A GO FINIO COL CAMPANILE, GERA ORA!!!!
Prof. Pellegrini, come i altri anni la ringrasio a nome de tutti e speremo de vederse qua all'Università stano che vien ma anca prima, magari col campanile de Lugo in pie.
GRASIE ANCORA.
EL BAGOLON
Bruno Marangonzin