MI PIACE TROPPO QUESTO QUADRO...COSI'...L'HO POSTATO NUOVAMENTE...
PER ARRIVARE AL DIPINTO "
QUARTO STATO" (1901) DEL
PITTORE PELLIZZA DA VOLPEDO, (QUELLA PIU' FAMOSA, VEDI SOTTO),....FURONO CREATE PRECEDENTEMENTE ALTRE OPERE RAFFIGURANTI I LAVORATORI
LE SEMBIANZE DEL CELEBRE QUADRO SI DELINEAVANO GIA' NELL'OPERA "
AMBASCIATORI DELLA FAME" DEL
1892, DOVE PELLIZZA DA VOLPEDO
denunciava le condizioni di miseria dei lavoratori di fine Ottocento
POI "
FIUMANA" (1895) opera oggi conservata alla Pinacoteca di Brera
NEL 1899 PELLIZZA REALIZZA "
IL CAMMINO DEI LAVORATORI" DOVE
LA DONNA, RAPPRESENTATA ED AGGIUNTA GIA' NELLA SUA SECONDA VERSIONE,
RAFFIGURA SUA MOGLIE TERESA...e vengono anche ritratti uomini del suo paese a
grandezza naturale.
Nell’idea di Pellizza il quadro, sintesi delle sue aspirazioni umane ed artistiche,
avrebbe dovuto trovare presto un compratore, ma così non fu, tant’è che il pittore,
poco riconosciuto in vita, morì nel 1907 suicida. Il quadro venne venduto più di dieci anni dopo, nel 1920, quando l’opera fu acquistata per sottoscrizione pubblica dalla città di Milano
per 50.000 lire, ad essa parteciparono banche, associazioni e singoli cittadini. Il Quarto Stato inizia così la sua avventura/disavventura.
Inizialmente viene esposto presso il Castello Sforzesco,
diventando ben presto icona e logo per il partito socialista ed i sindacati, ma il tema sociale, sarà anche il motivo per cui all’avvento del fascismo, dalle sale del castello, si ritroverà stipato in un deposito, finché il sindaco Ferrari collocherà l’opera presso Palazzo Marino in una sala consiliare. Era il 1954, il quadro tornava ad essere simbolo politico di rinascita dopo la tragedia del fascismo e della guerra e nelle sale consigliari si poteva ancora fumare liberamente. Così il fumo danneggiò notevolmente il quadro che richiese presto un restauro. Partì dopo poco in tournée, prima a Washington, Roma, finché solo negli anni Ottanta la direttrice delle raccolte civiche impone che il quadro trovi una sua collocazione fissa, e così l’abbiamo potuto ammirare a lungo alla Galleria d’Arte Moderna, da cui è stato spostato, come si diceva al Museo del Novecento, per rimanervi, ben protetto, il più a lungo possibile.