lunedì 9 febbraio 2015

ESPOSTI ALCUNI MIEI QUADRI - DAL 3 FEBBRAIO AL 21 FEBBRAIO 2015 - PRESSO IL BOCCONCINO-CAFE' DI VICENZA VIA 4 NOVEMBRE

vedi segnalazione del mio modesto evento sul sito del Comune di Vicenza (clicca sotto)
http://www.comune.vicenza.it/vicenza/eventi/evento.php/121774



PRECISAZIONI:

IL MIO BOSCO - OLIO SU TELA - 1976 - PERIODO "TUMULTUOSO" DELLA MIA VITA - E' STATO COMUNQUE ISPIRATO DA UNO SCORCIO DI VEDUTA DALLA MIA CAMERETTA, CHE DIVIDEVO A 16 ANNI CON MIA SORELLA PATRIZIA, DOVE VIVEVO A LUGO DI VICENZA (VEDI PANORAMICA - CIO' CHE VEDEVO DA CASA MIA...DA RAGAZZA...) IN PARTICOLARE LA PARTE A SINISTRA DELLA FOTO IN BASSO OVVERO QUEL GRUPPETTO DI ALBERI E CESPUGLI CHE SI ADAGIAVA SU UN "FALSO-PIANO DELLA VALLE"



DEDICA AL BAR "IL BOCCONCINO-CAFE'" RINGRAZIANDOLO DELLA SUA CORTESE OSPITALITA' (OLTRE AD UNA MIA PRESENTAZIONE)....
SOUVENIRS DA RITIRARE


IL BOCCONCINO CAFE' - 
0444 027318

DI RECENTE NUOVA GESTIONE vedi all'indirizzo:
https://www.facebook.com/pages/Il-bocconcino-caff%C3%A8/879829818707350?sk=photos_stream&ref=page_internal



LE RAGAZZE CHE GESTISCONO: ARIANNA (LA MIA OMONIMA) E LA CREATIVA MAYLA

E DI SERA APERTURA X ALTRI EVENTI:


A SINISTRA VEDI, PRECEDENTEMENTE ALLA MIA ESPOSIZIONE, FOTO DI BISTROT PARIGINI E DI NOVELLE


RINGRAZIO, TRA COLORO CHE GENTILMENTE SI SONO GIA' RECATI A VEDERE LA MIA PRIMA ESPOSIZIONE, IN PRIMIS MIO MARITO LIVIO (PER LA SUA MITEZZA D'ANIMO, LA SUA PROVERBIALE PAZIENZA ED IL SUO PREZIOSO SUPPORTO), MIO FRATELLO PAOLO (IL VERO ARTISTA DI FAMIGLIA NON SOLTANTO SOTTO IL PROFILO PITTORICO MA ANCHE FOTOGRAFICO, E PER IL FATTO CHE MI HA REGALATO PROPRIO NEL 1976 IL CAVALLETTO, TAVOLOZZA E VALIGETTA DI LEGNO CON TUTTO IL "NECESSAIRE" PER DIPINGERE), MIA SORELLA CATERINA-TINA FINE RICAMATRICE, LE CARE AMICHE ANNA, LETIZIA, COSETTA, COGNATA ELENA, COLLEGA ELISABETTA, MIO CUGINO VITTORIO, IL COLLEGA-PITTORE FIORENZO VACCARETTI, MIO CUGINO BRUNO (ESPERTO FOTOGRAFO ED AUTORE DI SPIRITOSI RACCONTI), .....

Arianna
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.....E TUTTO IN CONCOMITANZA CON LA MERAVIGLIOSA MOSTRA A VICENZA "TUTANKHAMON CARAVAGGIO VAN GOGH - I NOTTURNI"....

TRA GLI ALTRI "MOSTRI SACRI" DELL'ARTE PRESENTI ALL'EVENTO IN BASILICA PALLADIANA:
TESTA DEL RE TUTANKHAMON - Nuovo Regno, XVIII Dinastia, Regno di Tutankhamon, 1336-1327 a.C

Caravaggio, Marta e Maria Maddalena, 1598 circa (Detroit, Detroit Institute of Arts)



Vincent van Gogh, Sentiero di notte in Provenza, 1890 olio su tela, cm 90,6 x 72. Otterlo, collezione del Kröller-Müller Museum

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p.s. E VI ANTICIPO che a marzo prossimo esporrò anche la copia "alla mia maniera" del dipinto IRIS di VAN GOGH - 2006 - OLIO SU TELA
scatto di Loris

venerdì 30 gennaio 2015

RACCONTO DI LAURA (9) - STORIA VISSUTA......SECONDA PARTE

Ed ora la seconda parte del racconto di Laura (vedi prima parte nel post precedente) 


.....il Giugno successivo io ero in vacanza in Spagna con le mie amiche tedesche ................
e questo è quanto mi raccontò mio fratello al mio ritorno: 
"Mentre eri viasono venuti 2 americani a cercarci . Tu eri in Spagna, la tua amica si era trasferita ad Amburgo, il mio amico non c'era, non restavo che io.
Mi chiesero di presenziare come testimone del colonnello americano incontrato a Berlino-Est, davanti ai giudici della corte marziale americana di Francoforte. 

"Acconsentii. 

"Grande era la mia curiosità.

"Arrivai a Francoforte in aereo il mattino prestabilito. 

"Entrai nella stanza del Tribunale della Corte Marziale molto emozionato. 
"Non ero l'unico testimone. C'erano diverse persone, tutte in divisa militare. Di fronte, un tavolo, sedute, una decina di persone, molto probabilmente giudici, avvocati, ufficiali del controspionaggio. Il colonnello ( probabilmente scambiato sul ponte Glienicke con qualche spia Russa ) era imputato di diserzione e furto, essendo entrato ad Est con una jeep appartenente all'esercito americano.
ponte Glienicke

"Io feci la mia deposizione a favore del Colonnello ricordando di come era spaventato e malridotto e in condizioni pietose in tutti i sensi. 
"Il giorno seguente ritornai a Berlino.
Dopo una settimana circa, leggendo il giornale, lessi che il Colonnello americano era stato completamente degradato e condannato ad otto anni di carcere. 
"Era un uomo finito. 


"Dopo poco tempo, fui contattato dagli americani che mi chiesero di imbucare, per loro conto, una lettera a Berlino-Est.
"Subito dissi di sì, l'idea mi piaceva, ma poi ci ripensai. 
Ero stato testimone ad un processo, il mio nome avrebbe potuto essere sulla lista della
STASI, la polizia segreta della DDR. Le notizie correvano in fretta nel mondo dello spionaggio e io potevo essere un soggetto a rischio, troppo pericoloso.

"Rifiutai quindi la richiesta degli Americani."


p.s. Mio fratello non mise più piede a Berlino-Est.
Da parte mia, devo aggiungere, che gli americani facevano sempre molte domande, ma non davano MAI nessuna spiegazione. 

Tutto era TOP SECRET. 

............E il racconto finisce qui......... Non ci fu più
alcun contatto.

(Laura)

lunedì 26 gennaio 2015

RACCONTO DI LAURA (9) - STORIA VISSUTA .....PRIMA PARTE


Chi ha visto i films: " La spia che venne dal freddo " e " Le vite degli altri " saprà che esisteva una fitta rete di spionaggio tra servizi segreti Americani e Russi durante il periodo della "Guerra Fredda " .
Come i precedenti, questo è un racconto da me vissuto....(LAURA)
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Un sabato mattina d' Autunno,  io, l'amica con la quale dividevo l'appartamentino a Berlino Ovest, mio fratello e un suo amico, ci recammo a Berlino-Est a trascorrere la giornata. 
Al Checkpoint oltrapassammo indisturbati il casottino di guardia degli Americani, più avanti la linea di confine, ed entrammo nell'ufficio di controllo della polizia Tedesca. Mentre attendevamo che ci fossero riconsegnati i passaporti, entrarono due giovanotti. Sentito che parlavano Italiano, ci presentammo e chiacchierammo. Loro ci dissero che erano venuti in auto da Roma in vacanza e quel giorno volevano visitare Berlino Est... e noi che vivevamo e lavoravamo in città.
Alla consegna dei Passaporti ci salutammo, loro andavano in centro in auto e noi, come al solito, a piedi. Trascorsa la giornata, la sera sul tardi, stavamo camminando verso Checkpoint per rientrare, quando un'auto si fermò e i due giovani romani ci chiesero se volevamo un passaggio. Accettammo.
Salimmo tutti e 4 e ripartimmo. 
Ad un certo punto, nel buio, da una stradina laterale, sbucò correndo un uomo e si parò davanti all'auto facendo segno di fermarsi. Il ragazzo alla guida frenò di colpo spaventato. Scendemmo tutti e sei per capire cosa stesse succedendo. L'uomo era un Americano, l'unico che parlava un po' d'Inglese era mio fratello, così l'uomo, molto ma molto spaventato, disse che voleva uscire da Berlino-Est, ma che non aveva più i documenti con sè. 
( Pensai.....chissà in che guaio si era cacciato!!! ).
Aveva solo un cartellino tipo carta d'identità, che attestava le sue generalità e il grado di Colonnello dell'esercito degli Stati Uniti. Pregò di consegnarlo al di là del confine agli Americani di stanza nel loro casottino. La scena si svolse in pochi minuti, poi l'uomo, come era apparso,scomparve. 
Quel cartellino scottava. Se la Polizia di controllo ci perquisiva e lo trovavano, potevamo essere sospettati di spionaggio e trattenuti tutti ad Est.
Ci consultammo, nessuno voleva tenerlo, così decidemmo di nasconderlo in auto sperando in bene. Confesso che, mentre la polizia controllava i nostri Passaporti, avevamo tutti una gran paura. 
Andò bene, l'auto non fu perquisita. 

Attraversata la linea di confine, entrammo nel piccolo ufficio degli Americani che prestavano servizio di controllo 24 ore su 24 e consegnammo il cartellino. Costoro lo guardarono esterefatti. Fecero molte domande e alla fine vollero l'indirizzo di tutti noi. Dopo di che salutammo gli amici romani che se ne andavano in albergo e noi prendemmo la metro in Kochstrasse per ritornare a casa nostra. Pensavamo tutto fosse finito lì.
La domenica mattina suonarono alla porta della nostra abitazione, andai ad aprire, due uomini americani in borghese si presentarono. Il più giovane ci disse che era figlio dell'Ambasciatore americano in Italia, fungeva da interprete, l'altro, più anziano, credo fosse un ufficiale del controspionaggio. 
Io e la mia amica fummo interrogate a lungo su quello che era successo la sera precedente e noi raccontammo come erano andate le cose. Il pomeriggio mio fratello disse che erano passati anche da lui. Passarono circa 10 giorni. 
Una sera, poco dopo il rientro dal lavoro, suonarono alla porta. Era lo stesso giovane americano della domenica precedente insieme ad un altro signore.
Pensai che anche lui doveva essere un ufficiale che faceva parte del controspionaggio. 
Ci chiesero gentilmente di seguirli per fare una deposizione scritta. 
Noi acconsentimmo, salimmo sulla loro auto e viaggiammo per più di un'ora per vie e strade sconosciute. Penso volessero accertarsi di non essere seguiti...........

Arrivammo in un grande bosco (ce ne sono ancora diversi a Berlino città), ma con strade ben tracciate, dove vi si scorgevano belle ville antiche, buie e disabitate. Pensai che dovevano essere state ville appartenute a ricchi, agli Ebrei, poi confiscate dai nazisti e dopo la guerra, quella zona si trovava nel settore americano e quindi a loro disposizione. Entrammo tutti e 4 in una di queste ville, accesero la luce e ci trovammo in un salone vuoto, eccetto per qualche seggiola, una scrivania con sopra una macchina x scrivere. 
La mia amica la fecero entrare in un'altra stanza.


Per un lunghissimo minuto fui presa da autentico panico Non sapevo dove ero, tutto era buio, silenzioso e deserto, e se dopo  la nostra deposizione avessero voluto farci sparire, niente di più facile. Saremmo scomparse nel nulla. Poi incominciò l'interrogatorio e per fortuna mi rilassai. Dissi le stesse cose della volta precedente. Terminato, mi chiesero di firmare. Dopo di che fu interrogata la mia amica. Capii che volevano i nostri racconti scritti, e poi, chissà in quale ufficio, confrontarli e vedere se c'erano delle diversità da far sorgere dubbi di qualsiasi genere. 
Eravamo forse delle spie ???  Ci riportarono a casa in un tempo assai più breve dell'andata. 

Il Giugno successivo io ero in vacanza in Spagna con le mie amiche tedesche e questo è quanto mi raccontò mio fratello al mio ritorno: ".............................

(.....continua nel prossimo post)......."


sabato 17 gennaio 2015

LIBERTA' DI ESPRESSIONE....

La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria, artistica, filosofica, religiosa, sociale e anche politica.

(Ignazio Silone)



E.......A PROPOSITO DI MATITE.....SIMBOLO IN QUESTI GIORNI PER GLI AVVENIMENTI GRAVI DI PARIGI......



....SORPRENDENTE QUESTO CANCELLO !!!


mercoledì 14 gennaio 2015

lunedì 5 gennaio 2015

LA COLLINA DEI SILENZI - 2° LIBRO PUBBLICATO DA GIOVANNA GRAZIAN

ACQUERELLO DELLA COPERTINA DIPINTO DALLA FIGLIA DI GIOVANNA, CIOE' NADIA SEGALLA

mia foto scattata da Zugliano (VI)


(LA COLLINA DEI SILENZI OVVERO LOCALITA' LONEDO A LUGO DI VICENZA...)

E, TRA I VARI RACCONTI DI QUESTO PIACEVOLE 2° LIBRO DELL'AMICA GIOVANNA GRAZIAN, ALCUNI PASSI DI:

"LA MARCIA DI MENDELSSOHN"

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Intanto la collina silenziosa in quei giorni si era animata, perché si era sparsa la voce che il sabato successivo ci sarebbe stato il matrimonio del figlio della contessa.


                              (VILLA PIOVENE PORTO GODI A LUGO DI VICENZA)


Le donne del vicinato l'avevano saputo e si passavano la notizia l'una con l'altra. Non avevano nessun diversivo le anziane della mia contrada, solo "strussie", cioè fatiche ed economie inaudite...
Non si contavano le ore di lavoro e a notte fonda le donne erano ancora lì con gli occhiali sul naso e le gugliate di lana colorate da inserire con estrema esattezza tra le maglie rasate.
La più anziana non si era mai cimentata in quei lavori manuali, ma aveva servito nella villa della contessa per tanti anni nei mesi estivi: da giugno a ottobre si era prestata con devozione ad ogni genere di lavoro....
Il matrimonio del figlio della contessa che lei aveva accudito - almeno la vista dell'arrivo degli sposi e dei tanti invitati ai piedi della maestosa scalinata - rappresentava un avvenimento straordinario da non perdere per lei e le altre donne....
Già subito dopo pranzo sentimmo in lontananza le note dei brani classici, soprattutto "La marcia nuziale di Mendelssohn" provenire dalla collina non più silenziosa.....
Gli abiti comuni denotavano la semplicità del loro stato; niente avevano a che fare con quelli indossati dalle invitate che scendevano da vetture di grossa cilindrata...

....Non ci azzardammo a salire fino alla chiesetta attigua all'entrata del parco, dove la grandissima "pignara" era stata abbattuta a causa di un fulmine; tutti coloro che ne conservavano il ricordo provavano nostalgia per quelle gigantesche fronde che per tanti anni avevano ricoperto il viottolo e il luogo sacro privato usato molto raramente dai Conti.
Ida invece si azzardò a salire fino all'ingresso della chiesetta e il giorno seguente raccontò che lo sposo era uscito dal portoncino al braccio della madre, elegante e originale, con in testa un turbante rosa acceso....

Una delle tre vedove, che frequentava la collina non solo perché lavorava in villa, ma anche per ritrovare la calma e il sollievo ai problemi quotidiani....il giorno dopo raccontò lo spettacolo surreale delle torce accese all'ora del crepuscolo, con la musica di sottofondo che cessò tardi; nulla poté riferire del banchetto perché, seppure invitata, preferì non unirsi agli ospiti di rango superiore.


L'anziana riprese il suo lavoro il giorno dopo, dovendosi occupare
del cumulo di stoviglie e tovaglie da lavare e sistemare con l'aiuto di altre lavoranti....

interno Villa Malinverni
...La donna anziana fu molto felice quando trovò un pacchettino per lei:

una bomboniera che consisteva in una tavoletta di pietra di Lavagna nera raffigurante la "pignara" a fianco della villa, simbolo della collina silenziosa.


(GIOVANNA GRAZIAN)
GIOVANNA anni '60
p.s. Giovanna mi scrive:
Cara Arianna,
 hai scelto il racconto più romantico e intenso vissuto in un pomeriggio di maggio.
Solo che si trattava della villa superiore, ai piedi della scalinata, dovresti trovarla.
 Io con tre donne anziane eravamo lì sotto l'abete dei 'Turra' ad aspettare...
Ciao, Anna (Giovanna).


venerdì 2 gennaio 2015

mercoledì 31 dicembre 2014

NEVE

 
 
LA NEVICATA DEI GIORNI SCORSI .......FINE ANNO 2014
 


 

.............E ...........IERI...

 

.............CON TRAMONTO
 

sabato 27 dicembre 2014

BUON ANNO A TUTTI



         Buon anno a chi fa sempre il possibile per essere presente
      nella vita di chi ama....
      Auguro a tutti che la famiglia e le persone che amiamo,    
      siano sempre al primo posto su ogni altra stupida cosa....
      E che l'anno nuovo porti speranza a chi l'ha perduta, amore a
      chi non crede più ....
      Buon anno a tutti....

lunedì 22 dicembre 2014

LETTERINA DI MIO CUGINO BRUNO A BABBO NATALE....



NATALE 2014
Letterina divertente del cugino Bruno:
 
Caro Babbo Natale, come stai?
L'ultima volta che ti ho sentito avevi una brutta bronchite, spero ti sia passata. Vedi, alla tua età non dovresti andare in giro di notte con la slitta decappottata.  
Di tuo hai già l'arteriosclerosi, i reumatismi, il colesterolo, la pressione alle stelle, per non parlare del resto. 
 
Avevo pensato di scrivere al BAMBINELLO ma mi fido più di te che hai più esperienza. 

Desideri e ringraziamenti:

- Fa' in modo che non riceva più quegli inviti per il controllo dell'udito;

sono più di vent'anni che mi succede e poi, chi ha detto che sono sordo?

Sento ancora il "cuco" (sirena) della Cartiera Burgo!

- Grazie per aver tolto dalla TV, all'ora di cena la pubblicità delle

signore incontinenti che entrano in ascensore; non ne potevo più.

- Grazie per aver lasciato a noi maschietti quella di Intimissimi - Scopri (reggiseno) Manuela: il sostegno perfetto senza ferretto.

- A proposito di pubblicità, Antonio Banderas non parla più con le galline,

ma fa le fette biscottate più grosse,
 
mentre George Clooney


scambia un bel paio di scarpe per un caffè che poi non riesce a bere....

Vedi cosa sono costretti a fare due bravi attori per arrivare a fine mese!

- L'anno scorso ti avevo chiesto, ma non ti è riuscito, a far restare seduti per una settimana, sulla tazza del water per dissenteria, i tanti nostri politici e non, quelli corrotti, disonesti e ladri (vedi ultimamente EXPO MILANO, MOSE VENEZIA e MAFIA ROMA CAPITALE ecc. ecc.)...Ai primi sintomi hanno trovato l'antidoto, qualche pasticca di DISSENTEN e tutto si è risolto. Vedi di pensare a qualcos'altro....

- Regalami e fammi trovare un bel conto in banca....

- Caro Babbino, so si chiederti molto, ma se puoi, "a me e ai miei compaesani di Lugo"..... portaci il CAMPANILE. Sai, sono cent'anni che non c'è più e ci manca tanto. Vedi di portarcelo più alto della chiesa ma un po' più basso di quello di Breganze, per ragioni di concorrenza....

CAMPANILE DI BREGANZE (VICENZA)
 
 
Dirai alla Befana che non si scomodi più con i regali perché sono stufo

di trovare carbone sotto il camino. Ti prometto, ma forse non mantengo,

che sarò più serio e meno chiacchierone, non mangerò più i “bon-boni" (caramelle)

a mio nipotino e non dirò più parolacce, come: porco can, porca miseria, va in...malora

e....."sedere"!

Grazie e tanti auguri da IO-ME 
 
   ciao .......firmato BRUNO

foto, stampata sul biglietto di auguri, dell'amico fotografo Gigi Abriani - ARTEFOTO - Lugo (Vicenza) 
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Caro Bruno,
ho trovato questo tuo biglietto natalizio che mi hai inviato qualche anno fa, rappresentante la Piazza di Lugo di Vicenza; in effetti "spicca" la mancanza di un bel campanile vicino la Chiesa!!!!!!

Arianna

p.s. molto originale la tua letterina per Babbo Natale che mi hai trasmesso via mail!