venerdì 24 gennaio 2014

FERNANDO BANDINI - POETA SCRITTORE E DOCENTE VICENTINO - (1931- 2013)



gazza (immagine dal web)


Bandini, pur non avendo fatto studi classici, ha scritto anche poesie in latino.
"Avevo questo cruccio del latino" ha detto, "leggevo i classici e ne ero affascinato, pur non capendo nulla di quello che era scritto; ma a furia di leggerli sono diventato esperto della loro struttura!".


E DALLA RACCOLTA DI POESIE : "Dietro i cancelli e altrove" del 2007 vi narro questa toccante poesia...triste....
dal titolo:


"Apprendendo la notizia del suicidio d'un mio antico alunno di scuola elementare"


Ti rivedo nel banco in fondo all'aula
vicino alla finestra, capelli color grano
celesti occhi insolenti,
intento a controllare nell'astuccio
un tuo tesoro di pennini nuovi
a lancia o a campanile. Avevi perso il padre
a sei anni, tua madre
consumava il suo giorno cento metri più in là
tra il cigolio dei naspi e nell'odore
dell'ultima filanda. Anche lei morì presto,
scomparvero anche i bachi da seta. Quante cose
e parole non ci sono più!
Un secolo conclude il suo cammino
e il tempo filando una bava sottile
ha avvolto nel suo bozzolo il bambino
di ieri. Là tu sopravvivi come
una crisalide della memoria
col tuo nome e cognome.


Mi chiedo se riposino finalmente i suicidi
o rimangano ad occhi sbarrati dentro un buio
insonne purgatorio.
Ma cosa ti è successo, che sgomento
ha fiaccato il tuo cuore, tu che eri
così lieto e protervo, il più veloce
nelle gare di corsa,
bravo ad arrampicarti sugli alberi, notorio
predatore di nidi?
Cos'è che ha spento la tua viva stella?
Hai giocato da solo contro tutti
una folle partita a battifondo
con carte che ti avrebbero tradito?
Ti ha sbigottito la scoperta della
vasta senza conforto orfanezza del mondo?


Ti avevo rincontrato che avevi ormai trent'anni
e un altro viso;
del bambino ti erano rimasti
solo i capelli fulvi e gli occhi chiari.
Mi domandasti: "Ma qual era il titolo
del libro * che ci lesse (penso in Quinta)
un capitolo al giorno, e chi era l'autore?
Mi piaceva quel libro...Anche se tutti
quei nomi inglesi! A volte mi scordavo
chi fosse questo e quello... C'era in classe
un gran silenzio mentre lo leggeva.
Ma una volta interruppi
la lettura gridando: "Ragazzi, c'è una coppia
di gazze che ci spia
da dietro i vetri, credo abbiano in mente
di rubarci i pennini!" e mi mise in castigo.
Che bel tempo era quello! Si ricorda?".


Lo ricordo quel tempo, quell'antica
primavera
quando ogni cosa era
piena di senso e amica;
quando io (se eravate stati buoni)
nella scuoletta a un piano affacciata sui campi
vi leggevo un capitolo del libro.
Fuori c'era il sereno, c'erano i primi lampi
e i primi tuoni,
due gazze che dai vetri, forse ladre
di pennini, sbirciavano nell'aula
e una fila di pioppi in lontananza
laggiù, oltre la rete del cortile,
con foglie che tremavano nell'aria
luminosa di marzo.




* (Il titolo del libro Penny Wirton
e sua madre, l'autore Silvio D'Arzo)


Fernando BANDINI
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.....TRISTE MA BELLA POESIA


...purtroppo  mi viene alla mente anche una mia compagna, gentile e taciturna,
di scuola elementare....GRAZIELLA,...capelli color grano ...celesti occhi..., dall'infanzia sfortunata, precocemente scomparsa da giovane ....


3 commenti:

  1. ciao Arianna, triste poesia che evoca altri fatti tristi, ma molto bella e dolce ,grazie per averla messa, non lo conoscevo, buon week end a presto rosa.

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  2. Una triste storia, Arianna.
    Un caro Saluto, Irma

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  3. Arianna cara, mi viene in mente qualche compagna di scuola che non ho mai più incontrato e tra le quali una mia compagna di banco, che ho rivisto sulla lapide di un cimitero una delle poche volte che mi reco in questo triste luogo, almeno per me.
    Uno choc così forte che mi ha fatto trascorrere anni senza tornarvi, neppure per un gravissimo recente lutto!
    Un abbraccio cara!

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