domenica 10 settembre 2023

sabato 12 agosto 2023

1. Tratto dalla raccolta / libro "Ari" - iniziato il 09/12/2022

E come ha detto la libera scrittrice Michela Murgia, scomparsa recentemente, tutto ciò che si scrive ha una valenza autobiografica e permette una certa introspezione. Anch'io mi diletto con la scrittura. Tratto dalla mia raccolta di flash e momenti di vita e altro, iniziata a dicembre 2022: "A tutte le persone che ho conosciuto e che in un modo o nell’altro mi hanno dato e lasciato qualcosa" Anni ’80. Un bouquet di garofanini, forse per il mio compleanno, ricevuto da un distinto signore giocatore dell’Agenzia Ippica. Lilla come il colore del mio giorno di matrimonio (per il vestito che avevo scelto, per gli iris, le bomboniere a contorno nonché per gli annunci e gli inviti di nozze) e come il parto (per via della camicia da notte indossata quel giorno di qualche tempo dopo). L’ambiente di lavoro è frenetico. Scommesse legali sulle corse dei cavalli. Si vedono persino panettieri, uno arrivava dal padovano per giocare, tutto infarinato dalla testa ai piedi. Le mille lire accartocciate erano avvolte in un canovaccio, con gli angoli annodati a mo’ di fardello di un vagabondo. Altri personaggi erano danarosi, vestiti con cappotti costosi e caldi. Informatori di giustizia, in soggiorno obbligato. Artisti di teatro, calciatori, camerieri, postini, nullafacenti o immischiati in qualche affaruccio colto al volo. Battitori d‘asta, d’arte. Quadri di Guttuso offerti a prezzi appetibili. Fantini minuscoli che non arrivavano quasi al bancone, che cedevano l’orologio all’ultima corsa in programma per puntare qualcosa con la speranza almeno di recuperare degli spiccioli per far ritorno. Nonostante l’immancabile perdita, veniva pure restituito talvolta l’orologio e qualche denaro. Nebbia di vero fumo colmava lo stanzone dell’Agenzia Ippica. I capi indossati dovevano restare all’aria aperta, ore e ore, disinfettati e puliti accuratamente. Si scherza, si maledice, si denigra, si impreca, ci si offende, si cerca di moderarne però i toni. Ed immergiamoci nei ricordi! Tra le persone incontrate spicca la figura di Ferrer Visentini. A Ferrer i fascisti uccisero il padre Ulderico, a Trieste, sua città natale, poco prima della Marcia su Roma, lasciandolo orfano e poverissimo fin da piccolo. Lui rispose a questo sopruso praticando attivamente l’antifascismo per tutta la sua vita. A spronarlo non fu tanto il desiderio di vendetta ma “il desiderio di costruire un mondo migliore”. Arrestato e internato, si dedicherà a mantenere in quei frangenti i contatti fra la resistenza francese e quella italiana. Anche Joey fu una carissima conoscenza. Sembrava aver avuto delle ustioni in tutto il corpo. Era affetto da una malattia particolare. Sua moglie è una deliziosa signora. Si erano conosciuti in Canada, quando si trasferirono con le rispettive famiglie o con i fratelli. Joey pieno di vita. Gioiose persone. In quegli anni incuteva anche una micidiale paura per la nuova malattia, di cui si sapeva davvero poco e si faceva attenzione ai contatti. Si cercava di bere dalle tazzine del bar dal bordo del mancino, credendo che fosse meno utilizzato. Mani sulla bocca per tentare di proteggersi ma senza uso di mascherine. Alla cassa, dove lavoravo, avevano installato un vetro. Era l’epoca dell’Aids. Si vociferava anche di una certa malattia, cosiddetta del bacio. Insomma anche la mononucleosi spaventava. (Arianna Marangonzin)

sabato 5 agosto 2023

Street Art con il Palladio

Robert Vargas, uno dei più affermati street artist americani, ha regalato a Vicenza un murale. Unico caso di artista vivente a cui la città di Los Angeles ha dedicato una piazza, ha visitato Vicenza e l'ha omaggiata con un personale ritratto di Andrea Palladio.

martedì 13 giugno 2023

10 giugno 2023

Celebrazione al Piazzale della Vittoria a Vicenza per commemorare la gloriosa difesa dei Vicentini con gli altri supporti contro gli austriaci nel 1848. Successivamente al Museo del Risorgimento e della Resistenza, lo scoprimento della copia della stele paleoveneta rinvenuta dal nobile Da Schio nel 1855 proprio sul colle Ambellicopoli, a seguito degli scontri del 1848.

sabato 3 giugno 2023

Mostra di Frida Kahlo e Diego Rivera a Padova con nipoti ❤️

Frida Kahlo pittrice messicana ...Il 17 settembre 1925, l’autobus diretto a Coyoacàn, su cui Frida Kahlo era salita con il suo ragazzo, Alejandro Gomez, per tornare a casa dopo la scuola, si scontra .... Così racconta: "Salii sull’autobus con Alejandro.. Poco dopo, l’autobus e un treno si urtarono.. Fu uno strano scontro; non violento, ma sordo, lento e massacrò tutti. Me più degli altri. È falso dire che ci si rende conto dell’urto, falso dire che si piange. Non versai alcuna lacrima. L’urto ci trascinò in avanti e il corrimano mi attraversò come la spada il toro». Frida rimase tra le aste metalliche del tram. Il corrimano si spezzò e la trapassò da parte a parte…l'incidente le causò la rottura della colonna vertebrale, delle costole e del piede, e nel corso della sua vita subì circa trentadue operazioni chirurgiche. Con il marito Diego Rivera formò una delle coppie artistiche più emblematiche del Novecento.❤️

martedì 9 maggio 2023

Grado in Friuli Venezia Giulia

Gita in Slovenia

Most na Soci - Santa Lucia d'Isonzo Frazione in Slovenia

Caporetto 1917 - Biglietto di nonna Caterina al nonno Luigi al fronte che venne catturato ferito e poi morì in campo di prigionia in Germania

12° Battaglia - Caporetto in sloveno Kobarid❤️. (L'intero comune (6273 ab. residenti, nel 1936, di cui 844 nel capoluogo) è stato ceduto, per il trattato di pace del 10 febbraio 1947, dall'Italia alla Iugoslavia, che lo ha incorporato nella repubblica slovena). Sulla prigionia dei soldati italiani nella Grande Guerra i dati raccolti sono impressionanti: dei circa 600.000 uomini fatti complessivamente prigionieri tra il 1915 e il 1918, pressoché la metà fu catturata durante la battaglia di Caporetto, per poi essere trascinata negli innumerevoli campi di detenzione disseminati nel cuore dell'Impero austro-ungarico e tedesco. L'attacco, cominciato alle ore 2:00 del 24 ottobre 1917 contro le linee della 2ª Armata italiana sulla linea tra Tolmino e Caporetto (Kobarid), portò alla più grave disfatta nella storia dell'esercito italiano, al collasso di interi corpi d'armata e al ripiegamento dell'intero esercito italiano fino al fiume Piave. La rotta produsse quasi 300 000 prigionieri e 350 000 sbandati, tanto che ancora oggi il termine "Caporetto" è entrato nell'uso comune della lingua italiana per indicare una pesante sconfitta, una disfatta, una capitolazione. Gli austro-germanici si mossero simultaneamente sia a nord, nei pressi del Monte Rombon, che a sud, a Tolmino. La prima zona era ben difesa dall'esercito italiano ma alle bombe si mischiarono anche granate a gas asfissiante che in breve tempo uccisero oltre 700 uomini della Brigata Friuli. I superstiti ricevettero l'ordine di ripiegare lasciando così via libera verso il villaggio di Saga al Corpo d'Armata guidato dal generale Alfred Krauss. A Tolmino invece le truppe italiane furono colte totalmente impreparate: l'ordine di ripiegamento verso il vicino Altopiano del Kolovrat, ricevuto il 10 ottobre, fu trascurato per diversi giorni. Il generale Pietro Badoglio iniziò ad organizzarlo solo il 22 dando agli austro-germanici un notevole vantaggio. I battaglioni tedeschi cominciarono a risalire il fondovalle verso nord incontrando sulla loro strada pochi soldati italiani i quali, per mancanza di ordini ufficiali, non spararono nemmeno un colpo. A mezzogiorno giunsero a Kamno e due ore più tardi alle porte di Caporetto, preceduti solo dai soldati italiani che stavano frettolosamente abbandonando tutte le loro postazioni. Alle 15.30 il ponte sull'Isonzo venne fatto saltare in aria ma ciononostante, prima del tramonto, i tedeschi entrarono nella piccola città insieme a duemila prigionieri italiani. Sempre quel giorno un contingente formato da Alpenkorps e da un battaglione da montagna del Württemberg uscì da Tolmino ed attaccò direttamente ad ovest, puntando sulle cime del Kolovrat. Anche in questo caso i bombardamenti furono devastanti e i soldati raggiunsero facilmente Quota 1114, sede di una postazione fortificata italiana. Anziché ingaggiare un attacco frontale, il giovane ufficiale Erwin Rommel ordinò l'aggiramento di questa postazione e il successivo avanzamento verso ovest. Il cugino Vittorio conserva una malacopia di uno scritto di nonna Catina, fatto recapitare al nonno in guerra..."Mio Luigi, non vengo in persona su, mi vedi lo stesso, così ti recho meno dolore.... perché fino che io nel vederti ero in disperazione e pur nel lasciarti. Luigi scrivimi ti prego...ti mando baseto Tua Catina"

mercoledì 19 aprile 2023

Glicine

E intanto era aprile, e il glicine era qui, a rifiorire. (Pier Paolo Pasolini)
18/04/2023 Ho onorato La giornata dei fiori Annaffiando E rimpinguando di terra L'aiuola del glicine Elegante Profumato E fiero